Riforma pensioni: rispunta la Quota 102 sperimentale con 64 anni e 38 di contributi

Rispunta la Quota 102 che permetterebbe di lasciare il lavoro con 64 anni di età e 38 anni d contributi. I tecnici del Governo sono alle prese con la nuova riforma pensione per la formulazione della Legge di Bilancio 2022. Anche questa volta la pensione anticipata Quota 102 sarà immessa nel sistema previdenziale con formula sperimentale. La pensione anticipata Quota 102, con i tempi stretti, sembra la soluzione più veloce.

Riforma pensioni: rispunta la Quota 102 sperimentale con 64 anni e 38 di contributi

Dopo Quota 100, il Governo ipotizza di lanciare la Quota 102 con l’innalzamento del requisito anagrafico che passa da 62 a 64 anni di età. Rimane invariato il requisito contributivo di 38 anni di contributi. La nuova misura sperimentale sarà inserita nella Legge di Bilancio 202, ma solo per pochi anni, infatti, se sarà inserita, sarà una misura sperimentale.

Ricordiamo che con l’addio d Quota 100, esiste prima della pensione di vecchiaia, la pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Anche questa una misura contestata per il divario di requisiti tra uomini e donne. Da considerare che i requisiti della pensione anticipata dal 2026, dopo il blocco del Decreto Legge n. 4/2019, si adegueranno all’aspettativa di vita previsto dalla Legge Fornero.

La Quota 102 sarà una misura di contenimento finché la riforma pensione strutturale non sarà completata. Il Ministro Andrea Orlando, ha chiarito che si tratta di una formula di compromesso che potrebbe soddisfare tanti lavoratori che speravano nel rinnovo di Quota 102.

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Pensione con penalizzazione

Alberto Brambilla, ex Sottosegretario al Ministero del Welfare con delega alla Previdenza Sociale, precisa che si tratta di una misura che permette l’uscita con 64 anni di età e 38 anni di contributi che si adeguerà alla speranza di vita. Inoltre, si ipotizza la possibilità che il calcolo sia effettuato con il sistema contributivo, come accade oggi per l’Opzione Donna. Quindi, parliamo alla fine di una misura penalizzante per chi ha molti contributi versati nel sistema retributivo. Anche se Brambilla su quest’ultimo punto si riserva, in quanto, dichiara che la pensione Quota 102 non dovrebbe essere una misura penalizzante, in quanto afferma che “ci sono già i coefficienti di trasformazione, in base ai quali prima vai in pensione, meno prendi“.

I coefficienti esistono, ma bisogna considerare che parliamo di 64 anni a fronte di 67, quindi, solo tre anni dalla pensione di vecchiaia nel 2021. Questo significa che la misura Quota 102 potrebbe scoraggiare molti i lavoratori, quindi, creare meno flessibilità nel mondo del lavoro e meno possibilità per i giovani.

Nel Documento programmatico di bilancio approvato ieri, 19 ottobre, la Quota 102 è stata congelata, in quanto la Lega non ha sostenuto la proposta. Sarà nuovamente esaminata nei prossimi giorni, nel frattempo si studiano altre proposte.

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Altre ipotesi di pensione anticipata

Brambilla, ha messo sul tavolo tecnico nuove proposte, una Quota 103 con 64 anni di età e 39 di contributi, con estensione dei fondi esuberi o di solidarietà. Attualmente previsti per i settori postali, assicurativi e bancari. Quest’opzione, porterebbe maggiore flessibilità in uscita. Inoltre, afferma che, per compensare il ricorso alla Quota 102 o 103, si potrebbe introdurre un bonus contributivo da erogare in busta paga. Si potrebbero congelare gli scatti pensione, disallineare l’adeguamento alla aspettativa di vita. Secondo Brambilla si deve mettere mano alla Riforma Fornero, e bisognerebbe lasciare invariata la pensione anticipata solo con il requisito contributivo come attualmente è in vigore, senza aumenti o limiti.