Passo carrabile occhio alla scadenza, cosa prevede la legge

Passo carrabile occhio alla scadenza, dobbiamo tener presente quando è previsto il pagamento per legge. Ricordiamo cosa prevedono le norme attualmente in vigore per il 2021.

Passo carrabile occhio alla scadenza, cosa prevede la legge

Il passo carrabile, detto anche passo carraio, secondo l’art. 3 del codice della strada, è “l’accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli”. In sostanza si tratta di uno sbocco, un varco, un’apertura, come ad esempio potrebbe essere un garage, che permette il passaggio da un’area privata ad una di passaggio pubblica. Viene identificato con l’apposizione di un cartello specifico che impedisce la sosta di alcun veicolo in quell’area, a meno che non si tratti di una sosta molto breve per caricare o scaricare merci.

Le norme 2021 in vigore stabiliscono che il passo carrabile debba essere pagato ogni anno entro il 31 gennaio. Possiamo pagare secondo due modalità: mediante conto corrente postale intestato al Comune o alla provincia dove si trova il passo carraio; oppure attraverso il modello F24, quindi in via telematica, inserendo codice tributo 3931.

La tassa che deve pagare chi è autorizzato ad avere un passo carrabile viene detta Tosap, che è l’acronimo che sta per “tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche“. Si paga, cioè, quando si occupa, a vario titolo, un’area pubblica (strade, piazze, corsi, ecc.). La tassa è dovuta al Comune o alla provincia dove si trova il passo carrabile.

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In quali casi la legge consente di non doverlo pagare

Non sempre si è tenuti a pagare il passo carrabile e quindi a rispettare la scadenza prevista del 31 gennaio di ogni anno. Vediamo nello specifico in quali casi il pagamento non è dovuto:

  • nel caso in cui si tratta di occupazioni permanenti con passi carrabili, anche nel caso in cui si tratti solo di alcune tipologie per cui sussiste esenzione dal Comune;  
  • per tutti quegli accessi carrabili indirizzati ai soggetti portatori di handicap;
  • nel caso di occupazioni permanenti che riguardano autovetture adibite a trasporto pubblico o privato in riferimento a quelle aree pubbliche che hanno tale destinazione d’uso.