Tumore al polmone: una tecnica innovativa eseguita per la prima volta in Italia

Di recente alcuni medici hanno eseguito un trattamento innovativo per la prima volta in Italia contro il tumore al polmone. 

Fino a ora, il trattamento delle malattie tumorali ai polmoni, soprattutto delle carcinosi pleuriche in stato avanzato, era prettamente palliativo.

tumore al polmone
Foto Canva

Questo perché i farmaci, nonostante la loro efficacia, non riescono a raggiungere il bersaglio, ossia la pleura, in maniera efficace.

Tumore al polmone: una tecnica innovativa eseguita per la prima volta in Italia

Controllare la propria salute è molto importante. Soprattutto per evitare malattie che possano essere potenzialmente fatali, come il tumore al polmone.  Il Dottor Buccheri nell’intervista “Cancro al polmone e screening anche in chi ha avuto il Covid? Quello che in pochi sanno” ha fornito utili consigli su cosa fare e a chi rivolgersi.

Attualmente, in alcuni casi di tumore al polmone, come nel trattamento delle carcinosi pleuriche in stato avanzato ed esteso a tutta la pleura, era solamente palliativo. Questo perché i farmaci chemioterapici utilizzati di fronte alla diffusione della malattia non riescono a raggiungere in maniera efficace la pleura, sede del tumore.

La situazione però inizia a cambiare grazie a un trattamento innovativo: la PITAC (Pressurized Intrathoracic aerosol chemotherapy). Infatti, il trattamento consente di somministrare localmente farmaci chemioterapici per via toracoscopica per trattare tumori del polmone.

Il trattamento è eseguito per la prima volta dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, nell’Unità operativa di Chirurgia toracica diretta dal professor Marco Lucchi. Di fatto, l’Ospedale di Pisa si configura come il primo centro italiano a eseguire la procedura PITAC, utilizzando una metodologia che è già usata nel trattamento dei tumori del peritoneo. Il professor Lucchi spera così «di poter spostare in là un’asticella purtroppo ferma, ampliando di fatto le prospettive di cura per questi malati oncologici».

In cosa consiste

In sintesi, il trattamento consiste nel nebulizzare tramite aerosol il farmaco su tutta la superficie endotoracica. Quindi, anche negli spazi difficilmente raggiungibili. In questo modo, non solo si controlla la diffusione del farmaco, ma si riesce e a valutare, con maggiore precisione, l’estensione del tumore.

Di conseguenza, la cura del tumore al polmone sarebbe non solo palliativa ma che curativa. La PITAC, tra l’altro, si configura come un intervento non invasivo, con una degenza di circa tre giorni e con effetti collaterali minori rispetto ad altre procedure. Questo perché il farmaco chemioterapico con la nebulizzazione è meno concentrato.

Bisogna però segnalare che si tratta di un progetto ancora in fase di sperimentazione. Infatti, le 10 procedure della PITAC eseguite fino a ora servono a raccogliere più risultati possibili per valutare l’impatto oncologico di questa nuova tecnica.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)