Tumore al polmone: un nuovo farmaco mirato infonde speranze anche nel caso di metastasi cerebrali

Una recente analisi sul “tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione KRAS-G12C” trattato con un nuovo farmaco mirato, infonde speranze. 

I risultati dello studio “KRYSTAL-1”, presentati da Spira e collaboratori durante il Meeting dell’American Society of Clinical Oncology, sono stati pubblicati in contemporanea sull’autorevole New England Journal of Medicine.

Tumore al polmone: un nuovo farmaco diretto
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Secondo lo studio il 43% dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule è caratterizzato da una mutazione specifica (KRAS).  Dallo studio effettuato, un sottogruppo di quei pazienti (quelli con tumore KRAS-G12C) hanno avuto risposte precoci e durature all’ Adagrasib.

Tumore al polmone: un nuovo farmaco per la mutazione KRAS-G12C

Che cos’è la mutazione di KRAS? Si tratta di un oncogene che colpisce circa il 25% dei  pazienti con cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC). Purtroppo, solo il 13% ha una specifica mutazione KRAS, chiamata G12C.

Per lungo tempo le mutazioni di KRAS sono state considerate impossibili da attaccare con farmaci mirati. Nel 2021, c’è stata una svolta significativa, il “Sotorasib” è divenuto il primo farmaco utilizzato per il trattamento dei pazienti con NSCLC  KRAS G12C-mutato. Il Sotorasib è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense e dall’European Medicine Agency (EMA).

Lo studio sul Sotorasib aveva dimostrato che circa il 36% dei pazienti aveva una risposta positiva a quel farmaco. I pazienti erano stati, precedentemente, sottoposti a chemioterapia ed inibitore del checkpoint immunitario PD-1.

Il risultato dello studio

Il dott. Gianfranco Buccheri (Direttore medico di ALCASE) ha elaborato l’estratto dello studio che riportiamo integralmente.

“Nei risultati del nuovo studio di fase II, i ricercatori guidati da Pasi Jänne, MD, PhD, Direttore del Lowe Center for Thoracic Oncology presso il Dana-Farber Cancer Institute, hanno potuto dimostrare che il trattamento con un diverso inibitore del KRAS G12C, l’Adagrasib, produceva un tasso di risposta obiettiva del 42,9 % e un tasso di sopravvivenza globale mediana di 12,6 mesi, anche qui, in 112 pazienti che avevano precedentemente ricevuto sia chemioterapia che immunoterapia.  Trentatré dei 112 pazienti studiati, poi, avevano metastasi al sistema nervoso centrale e qui il trattamento con Adagrasib otteneva un tasso di risposta del 33,3%”.

“Questi dati evidenziano che l’inibizione del KRAS G12C può portare a benefici clinicamente significativi per i pazienti con questa forma di cancro ai polmoni”, ha affermato il Dr. Pasi “Le metastasi cerebrali sono difficili da trattare ed avere un agente farmacologico che mostra attività terapeutica in questo contesto è un avanzamento ed un movimento nella giusta direzione. I pazienti con mutazioni KRAS G12C avevano finora poche opzioni terapeutiche, dopo la chemioterapia e l’immunoterapia iniziali”.

“Nello studio KRYSTAL-1, la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 6,5 mesi e la durata mediana della risposta è stata di 8,5 mesi. Il farmaco orale è stato assunto due volte al giorno. Poiché le cellule tumorali mutate con KRAS G12C in genere continuano a proliferare, si è ritenuto che possa essere necessaria un’inibizione prolungata dell’oncogene.  Di conseguenza, l’Adagrasib è stato ottimizzato per alcune proprietà favorevoli, tra cui una lunga emivita (23 ore) e la capacità di penetrare nel sistema nervoso centrale”.

“Molto importante: l’attività clinica dell’Adagrasib è stata dimostrata anche in pazienti con altri tumori KRAS G12C-mutati, inclusi i tumori del colon-retto, del pancreas, delle vie biliari e altri tumori”.