Reddito di Cittadinanza, il sussidio ha vita breve ma si può ancora richiedere

Il Reddito di Cittadinanza ha subito modifiche rilevanti nel 2023 e presto sparirà ma al momento è ancora richiedibile. I dettagli della misura.

L’RdC è un sussidio economico ambiguo che dal 1° gennaio 2023 si è avviato a conclusione. Rimarrà attivo sette mesi per gli occupabili, poi sarà un addio.

Reddito di Cittadinanza 2023
InformazioneOggi.it

Dopo anni di discussioni sull’utilità del Reddito di Cittadinanza, il Governo Meloni ha preso una decisione. Nel 2024 la misura sparirà sia per occupabili che per non occupabili. Naturalmente quest’ultimi verranno aiutati in altro modo – quale non si sa ancora – ma al momento l’unica certezza è che il sussidio al reddito sta per finire il suo viaggio pieno di ostacoli e imprevisti. Sarebbe dovuto essere una misura di accompagnamento verso un’occupazione ma così non è stato nella maggior parte dei casi. Discussioni, liti, rimproveri sono stati protagonisti dal 2019 ad oggi e nonostante il futuro sia stato definito non mancano nuovi contrasti tra chi sostiene l’RdC e chi lo disprezza (incredibile quello che è successo durante la trasmissione Dritto e Rovescio in onda su Rete 4). In tutto questo, però, c’è chi ancora può approfittare del beneficio economico per almeno sette mesi fino ad un massimo di dodici.

Approfondiamo la questione per rispondere a questo quesito giunto in redazione “Sono un papà di 54 anni disoccupato da settembre 2022. Ho un figlio invalido civile titolari di Legge 104 che frequenta una struttura diurna. Io non riesco a trovare un’occupazione e non percepisco sostegno economico. Perché?“.

Il Reddito di Cittadinanza è ancora richiedibile, come funziona

In assenza di un’occupazione, il cittadino può chiedere l’erogazione del Reddito di Cittadinanza a condizione che soddisfi alcuni requisiti. Prima condizione è avere la cittadinanza italiana o di un Paese della Comunità Europea e risiedere in Italia da almeno dieci anni di cui gli ultimi due in via continuativa. Secondo requisito è avere un ISEE aggiornato inferiore a 9.360 euro all’anno. Passiamo ad un’altra condizione reddituale, avere un patrimonio immobiliare – diverso dalla prima casa di abitazione – non superiore a 30 mila euro.

Con riferimento al patrimonio finanziario, invece, il limite da non superare è 6 mila euro che può essere incrementato in funzione del numero di componenti del nucleo familiare e dell’eventuale presenza di un membro con disabilità (possibilità concreta per il lettore che ha posto il quesito avendo un figlio con Legge 104). Infine, per ottenere l’RdC occorrerà avere un reddito familiare inferiore a 6 mila euro all’anno moltiplicato per la scala di equivalenza (fino a 2,2 per la presenza di un figlio con disabilità grave o non autosufficiente. Se il nucleo vive in una casa in affitto il limite sale a 9.360 euro. Qui l’approfondimento del Governo.

Rispettando i requisiti elencati, il papà disoccupato di 54 anni avrà tutte le carte in regola per ricevere il Reddito di Cittadinanza. La sua situazione non è unica, tanti cittadini non sono aiutati economicamente perché non sanno come destreggiarsi tra le misure attive. In base ai requisiti, poi, si potrà accedere a vari bonus e agevolazioni e il sito dell’INPS può aiutare in questa ricerca dei sussidi richiedibili.

Le novità RdC per il 2023

Con la Legge di Bilancio sono state introdotte – come accennato – numerose novità di rilevante importanza. Parliamo di condizioni aggiuntive per ottenere o continuare a ricevere la ricarica mensile. Innanzitutto il Governo ha separato occupabili da inoccupabili. I primi sono coloro che possono lavorare perché l’età e le condizioni fisiche lo consentono e rappresentano il 38,5% dei percettori dell’RdC. Senza avere soggetti fragili nel nucleo riceveranno il sussidio per sette mensilità nel 2023. Chi vive con un familiare con disabilità, è over 60 oppure in un nucleo con minori potrà ricevere la misura fino al mese di dicembre dell’anno in corso. Dal 1° gennaio 2024 percepiranno una nuova misura.

Tra le nuove direttive il lavoro stagionale diventa compatibile a condizione che il reddito percepito sia inferiore a tremila euro. Diventa obbligatorio per gli occupabili frequentare corsi di formazione o riqualificazione professionale per almeno sei mesi in modo tale da avere più chance di trovare un’occupazione. I giovani tra i 18 e i 29 anni che non hanno assolto l’obbligo scolastico, poi, dovranno iscriversi e frequentare un corso per il conseguimento del titolo o perderanno il diritto alla misura subito.

Il Reddito di Cittadinanza tra obblighi e cambiamenti continua ad essere erogato

Addio al Reddito di Cittadinanza, poi, rifiutando una prima offerta di lavoro. Sarà obbligatorio per i percettori essere inseriti in progetti locali di pubblica utilità e la quota aggiuntiva relativa al pagamento dell’affitto verrà erogata direttamente al locatore. Infine, le persone che si trovano in stato di povertà assoluta riceveranno anche il reddito alimentare per avere beni di prima necessità.

I percettori, dunque, dovranno impegnarsi per continuare a ricevere la prestazione per almeno sette mesi (anche non consecutivi) nel 2023. Ricordiamo, però, che per accedere alla misura o continuare a riceverla è necessario procedere con il calcolo del nuovo ISEE. L’Indicatore 2022 è scaduto lo scorso 31 dicembre. Il valore deve essere nuovamente conteggiato o si dovrà rinunciare al Reddito di Cittadinanza. O meglio, chi non ha inviato l’ISEE entro ieri 31 gennaio 2023 non riceverà la ricarica di febbraio. I pagamenti saranno sospesi, infatti, fino a quando la DSU non verrà presentata.

Via subito, dunque, con il calcolo procedendo in autonomia tramite portale INPS oppure lasciandosi aiutare dai CAF (gratuitamente).

Sostegno al reddito nel 2024, cosa accadrà

Il papà disoccupato di 54 anni potrebbe ottenere l’RdC per tutto il 2023 rispettando le condizioni imposte dalla normativa. Se così fosse avrebbe un’entrata mensile su cui contare mentre cerca un’occupazione o attende che il Governo stabilisca la nuova misura di sostegno al reddito per il 2024. Come già detto, il Reddito di Cittadinanza sparirà ma gli inoccupabili non verranno lasciati soli anche perché l’Unione Europea ha lanciato segnali forti in direzione di un reddito minimo da adottare negli Stati.

La raccomandazione del Consiglio UE è di introdurre un reddito minimo adeguato per combattere povertà ed esclusione sociale. Il piano è combinare forme di sostegno al reddito con prestazioni minime e di accompagnamento economiche come, ad esempio, l’accesso a servizi essenziali.

Secondo l’UE, dunque, il reddito minimo non interferisce sulla ricerca di un’occupazione e deve essere illimitato. Proprio i punti dell’RdC su cui ci si è scontrati e che hanno portato alla decisione di interrompere la misura. In Italia un progetto simile non ha funzionato, dunque, ma forse perché non si è concentrato abbastanza sull’occupazione. Per capire cosa accadrà dovremo attendere diversi mesi.

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