Cedolino della pensione di gennaio 2023, dove sono finiti gli aumenti? Lo hanno fatto sul serio

Tutti a guardare il cedolino della pensione di gennaio 2023 sul portale dell’INPS e cosa si scopre? Gli aumenti non ci sono.

Alcuni pensionati sono rimasti a bocca asciutto. Gli aumenti tanto decantati non arriveranno nel mese di gennaio 2023.

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InformazioneOggi.it

Sono mesi che si attende la rivalutazione delle pensioni completa. L’anticipo di ottobre 2022 non ha comportato grandi aumenti sul cedolino – un 2% di perequazione più uno 0,2% di conguaglio. A gennaio, invece, il meccanismo scatterà totalmente arrivando al 7,3% per tutti. Gli incrementi sono attesi perché l’inflazione sta danneggiando pesantemente l’economia delle famiglie. Il costo della vita fa dilapidare i risparmi e le entrate non risultano sufficienti a coprire le spese. Questa osservazione vale sia per gli stipendi che per le pensioni. Il Governo ha dunque optato per un maggiore taglio del cuneo fiscale per favorire i lavoratori e per una rivalutazione al 7,3% per aumentare le pensioni. Attenzione, però, non solo per tanti pensionati la perequazione non sarà completa ma è anche stata messa in stand by per il mese di gennaio. Capiamo cosa sta succedendo.

La rivalutazione a gennaio 2023

Come tutti sappiamo il meccanismo della perequazione non scatta al 100% per tutte le pensioni ma solamente per importi inferiori a quattro volte il trattamento minimo. Scende all’85% per le pensioni fino a cinque volte il trattamento minimo, al 53% tra cinque e sei volte il TM, al 47% tra sei e otto volte il TM, al 37% tra otto e dieci volte il trattamento minimo e, infine, al 32% superando di dieci volte il TM.

Il 7,3%, dunque, verrà applicato unicamente alle pensioni di importo inferiore a 2.101,52 euro. Cosa comporterà nello specifico? L’importo delle pensioni minime sarà di 563,74 euro (7.328,62 euro all’anno) con un rialzo a 600 euro per gli over 75. Gli assegni vitalizi diventeranno di 321,36 euro al mese (4.177,68 euro). Per quanto riguarda la pensione sociale la rivalutazione la rialzerà fino a 414,76 euro al mese (5.391,88 euro all’anno) con tetto massimo personale di 5.391 euro annui e coniugale di 18.577,24 euro.

Infine, l’assegno sociale nel 2023 raggiungerà i 503,27 euro mensili e 6.542,51 euro annui (13.085,02 euro se coniugati).

Cedolino della pensione senza aumenti, per chi

Le novità non sono ancora definitive, occorre attendere ancora pochi giorni. Nel frattempo, per evitare che venissero corrisposte somme potenzialmente indebite, con la Circolare numero 135 l’INPS ha specificato che gli aumenti sarebbero scattati solo per le rivalutazioni al 100%. Tutti i pensionati con trattamento pensionistico superiore a quattro volte il trattamento minimo, invece, dovranno attendere la prima rata utile in seguito all’approvazione della norma che definisce chiaramente le percentuali da applicare.

Ciò significa nessun aumento a gennaio ma presumibilmente da febbraio in poi. Non rimane altro che controllare il cedolino della pensione di gennaio 2023 accedendo al proprio Fascicolo Previdenziale sul sito dell’INPS (tramite credenziali digitali) e verificare quanto annunciato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.