Nuovo farmaco per sconfiggere il tumore al seno, una grande svolta di speranza

Una nuova ricerca ha dimostrato come poter combattere il tumore al seno, di cui soffrono soprattutto le donne. Scopriamo i dettagli.

Finalmente una bella notizia arriva dal mondo della ricerca e della medicina, una notizia che fa pensare di come essere vicini, forse, alla soluzione.

tumore al seno
InformazioneOggi – Tumore al seno

Ormai sentiamo spesso alla TV, o lo leggiamo sui social, di come nascano sempre nuove forme di tumore. Queste malattie colpiscono tutti, indistintamente dall’età: pensiamo ai bambini che vi combattono ogni giorno, ad esempio. E se anche ci dicono che una vita sana, fatta di cibo sano e di sport può evitare il peggio, nella realtà dei fatti non è così. Non a caso, molte volte, si ammala soprattutto chi ha condotto una vita del genere. Sembra un paradosso, eppure è così.

Possiamo dunque affermare che da anni, ormai, non si conosce quale sia l’origine scatenante di questi tumori. E, sempre da anni, la ricerca prova almeno a trovarvi una soluzione per risolvere oppure per prevenire. Questa volta vogliamo parlare di una ricerca che riguarda soprattutto le donne, ovvero un modo per rallentare il tumore al seno. Tuttavia, non bisogna mai abbassare la guardia dato che anche gli uomini possono esserne colpiti, anche se in percentuale minore.

Prima di scoprire di cosa stiamo parlando, restiamo nel mondo della salute con altre due notizie. Un batterio nella nostra bocca potrebbe essere un segnale da non sottovalutare: il rischio è quello di ammalarsi di tumore al colon! Passando alla misurazione della pressione, in molti usano in maniera sbagliata alcuni dispositivi. Detto questo, capiamo qualcosa in più sull’ultima ricerca sul tumore al seno.

L’ultima grandiosa notizia che riguarda chi si ammala di tumore al seno, la speranza è nella ricerca

La notizia è stata pubblicata sulla rivista medica inglese The Lancet e dà davvero un grande conforto a chi si trova a combattere ogni giorno con questo brutto male. In particolare, la malattia presa in considerazione è il carcinoma mammario triplo negativo. Già il nome fa paura solo a leggerlo, figuriamoci ad averci a che fare. In pratica, si tratta di una specie di tumore molto aggressivo che colpisce il seno.

Le indagini portate avanti sono state, poi, rese note presso il San Antonio Breast Cancer Symposium, un evento annuale che, infatti, si occupa di tematiche del genere. Questa che presentiamo come ricerca, nella realtà dei fatti, non lo è. Stiamo parlando, dunque di un aggiornamento su uno studio iniziato anni fa. E facciamo riferimento, dunque, ai ricercatori del progetto DESTINY-Breast03.

In pratica, possiamo dire che i ricercatori hanno creato un farmaco capace di rallentare l’avanzamento della malattia di circa due anni. Stiamo parlando, più nello specifico, dello  trastuzumab deruxtecan. Grazie a questa sostanza, dunque, si potrebbe accelerare la cura rispetto ai metodi classici.

Lo studio

Nello specifico, sono stati presi in considerazione ben 524 pazienti aventi una simile patologia. A loro è stato sottoposto lo trastuzumab deruxtecan e, col passare del tempo, è emerso come lo stesso riducesse di molto il rischio di morte. Questo discorso valeva anche per tutte quelle donne che presentavano delle metastasi celebrali.

Per capire meglio come funziona questo farmaco, possiamo descriverlo come un anticorpo di tipo coniugato. Di fatti, questo nasce dall’accoppiamento tra un anticorpo monoclonale, appunto lo trastuzumab, ed il farmaco deruxtecan, utilizzato nelle chemioterapie.

In sostanza, quello che avviene è la seguente dinamica. Quando il farmaco percepisce la vicinanza di rettori HER2 sopra la cellula tumorale, decide di rilasciare delle molecole legate al chemioterapico. Queste, dal canto loro, riescono ad eliminare, distruggendole, le cellule di tumorali.

Tramite una simile indagine, inoltre, è stato dimostrato come il 77,4% dei pazienti presi in considerazione, sia vissuto due anni in più rispetto a quanto venisse riportato nella diagnosi. Se vogliamo parlare di percentuali, dunque, possiamo dire che un simile farmaco riesce a ridurre del 36% le morti per tumore al seno.

E per il rilascio?

Purtroppo non sappiamo come andranno avanti le cose. Per adesso, ciò che è noto è solo la notizia di questa scoperta, che sta facendo il giro del mondo. Non sappiamo come i vari paesi si comporteranno dinanzi a questa novità o se ci saranno altri studi legati allo stesso. Comunque sia, bisognerà aspettare per saperne qualcosa in più.

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.