Come arrivare alla pensione senza troppi sacrifici: la soluzione poco conosciuta che funziona davvero

Il Piano Individuale Pensionistico consente ai lavoratori di accantonare contributi, TFR e versamenti aggiuntivi per trasformarli in una pensione integrativa.

I lavoratori non possono vivere sonni tranquilli senza un Fondo pensione a garantire un futuro pensionistico più solido.

Piano Individuale Pensionistico
InformazioneOggi.it

Gli stipendi sono bassi, gli assegni pensionistici sono bassi, lamentarsi in attesa che la situazione cambi non serve a molto. Bisogna agire da subito per tutelare il futuro e garantire un’entrata onorevole quando si lascerà il mondo del lavoro. Soprattutto i più giovani che vedranno la pensione calcolata con sistema contributivo puro subiranno un pesante colpo in termini di differenza tra retribuzione e pensione. Per evitare di dover fare i conti con una situazione economica non favorevole è possibile puntare sui Fondi pensione, strumenti che permettono di accantonare una somma aggiuntiva da ricevere parallelamente all’assegno pensionistico. In questa ottica, il Governo introdurrà nella manovra fiscale agevolazioni per le forme di previdenza collegate al risparmio. La scelta del lavoratore può cadere in varie direzioni, oggi vi presenteremo il Piano Individuale Pensionistico.

Piano Individuale Pensionistico, di cosa si tratta

I PIP si stipulano con le assicurazioni e l’adesione è esclusivamente individuale. In generale, si può dire che sono forme di assicurazione sulla vita di ramo I o III. Si dividono in PIP nuovi e vecchi (per i contratti fino al 2006). Per stipulare un Piano Individuale Pensionistico occorrerà aderire ad un Fondo pensione aperto oppure sottoscrivere un’assicurazione sulla vita. Per quanto riguarda il funzionamento, il PIP sottostà ad un sistema basato sulla capitalizzazione. Il capitale o montante accumulato è di proprietà della singola persona ma viene gestito da un Fondo che lo investe per aumentarne il valore nel tempo.

L’importo, dunque, crescerà e permetterà al lavoratore di ottenere una pensione complementare. Inizialmente il soggetto che aderisce dovrà scegliere l’ammontare dei contributi da versare ma potrà essere cambiato, poi, nel corso degli anni.

Requisiti e modalità di adesione

Il soggetto interessato può aderire al PIP su base individuale, non vi può destinare il TFR. Si possono iscrivere anche i familiari a carico anche se non sono iscritti personalmente al PIP. Per l’adesione si possono scegliere due strade. Stipulare un contratto di assicurazione sulla vita di ramo I con rivalutazione della posizione legata ad una o più gestioni interne separate oppure un contratto di ramo III. In quest’ultimo caso si collega al valore delle quote di uno o più Fondi interni appartenenti alla compagnia di assicurazione o, in alternativa, alle quote di Organismi di investimento collettivo del Risparmio.

Per quanto riguarda i costi di adesioni, il lavoratore dovrà sostenere le spese di amministrazione, gestione del patrimonio e collocamento del PIP. In alcuni casi sono trattenuti dai versamenti con cifre fisse oppure in percentuale. In altri casi come prelievi sul rendimento. Per quanto riguarda il versamento stesso dei contributi, come accennato, sarà deciso dal lavoratore sia con riferimento all’importo che alla periodicità. 

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