Addio multe auto, non si pagano: in molti non lo sanno, ma attenzione a questa data

Nel caso in cui non si pagano le multe auto si rischiano pesanti sanzioni arrivando addirittura al pignoramento dei propri beni.

L’avviso arriva con le cartelle esattoriali che sollecitano la riscossione di una somma non pagata. Per evitare il pagamento bisogna sperare che la notifica arrivi in ritardo.

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Infatti, è solo in questo modo che si può evitare di pagare le multe auto. Stiamo parlando della prescrizione e non del condono fiscale che in questi giorni il governo sta ipotizzando per le cartelle inferiori a 1.000 euro.

Le multe auto vanno in prescrizione? In molti non lo sanno, attenzione però alla data di notifica

Anche se gli effetti sono simili, ovvero la cancellazione della multa, la prescrizione di queste è possibile da sempre anche se in determinate condizioni. In effetti, tutti i cittadini possono utilizzare questo strumento per evitare il pagamento di una multa, sanzione, cartella, bollette.

Riguarda alle multe auto anche queste vanno in prescrizione (non è altro che la scadenza di un debito) che in questo caso è molto breve: 5 anni.

A tal proposito, ricordiamo che la scadenza della prescrizione per i Buoni fruttiferi postali è di 10 anni calcolato dal giorno successivo in cui il buono diventa infruttifero.

Però in molti confondono il termine di invio della multa al proprio domicilio dal termine di scadenza della prescrizione; in realtà, c’è una differenza. Infatti, esiste un termine predefinito dalla legge entro cui la multa deve arrivare al domicilio del contribuente: di solito è 90 giorni.

Qualora la multa arrivi più tardi, quindi superati i 90 giorni, questa non dovrà essere pagata. Invece, se arriva nei termini ma è il contribuente a non pagarla, l’ente creditore potrà iniziare a inviare i solleciti, le induzioni e poi le cartelle esattoriali.

La notifica interrompe la prescrizione

Le multe di solito sono notificate dal comune in cui si il contribuente ha ricevuto la sanzione ed è per questo che può pretendere il pagamento forzato. In seguito, però, se il pagamento non è ancora arrivato, la multa passa dal comune all’Agenzia delle Entrate Riscossione che diventerà l’ente creditore.

Entro 2 anni da questo passaggio, l’Agenzia Riscossioni dovrà inviare al contribuente la cartella con il sollecito di pagamento. In caso contrario, il contribuente non è tenuto al pagamento per decadenza del credito.

Attenzione però a quando la multa è stata trasferita dal comune all’Agenzia Riscossioni perché ogni notifica ha effetto sulla prescrizione. Ecco un esempio pratico: se un contribuente riceve una cartella per il mancato pagamento di una multa avvenuta nel 2017 non dovrà essere pagata perché andata in prescrizione. Però, se la multa del 2017 è passata all’ufficio riscossioni nel 2021 il pagamento è dovuto perché la notifica di un nuovo ente creditore interrompe la prescrizione e si ricomincia a contare da capo.

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