In questi giorni di afa e caldo torrido, può capitare di chiedersi se conviene un condizionatore portatile al posto di un climatizzatore.
Oltre alle differenze di consumi e di performance tra climatizzatore e condizionatore portatile, esistono altri fattori da considerare. In questo senso ci possono aiutare i test effettuati dalla nota rivista Il Salvagente.
Stiamo vivendo una delle estati più calde di sempre. Naturale, quindi, cercare in ogni modo di rinfrescare la casa o l’ufficio. In commercio esistono svariati dispositivi adatti allo scopo, ma forse proprio per questo possiamo maturare dei dubbi.
Se il budget è certamente un fattore fondamentale, per scegliere un condizionatore piuttosto che un climatizzatore o un ventilatore dobbiamo considerare altre variabili. Ad esempio, non tutti possono o vogliono effettuare lavori di muratura. Ragion per cui escludono il climatizzatore.
Come alternative abbiamo a disposizione diversi ventilatori, anche a colonna, che possono offrire ottime performance. Anche se non al pari del climatizzatore. Al tempo stesso, quest’ultimo dispositivo non è esente da criticità. Pensiamo ad esempio ai costi di manutenzione, di sostituzione del gas refrigerante, o ai “pericoli” in cui cadiamo se non puliamo perfettamente i filtri.
Dunque andiamo a capire bene i vantaggi e gli svantaggi di un condizionatore portatile. Naturalmente la scelta sarà effettuata in base alle necessità/preferenze/budget. Ma in tutto ciò possiamo anche ottenere informazioni utili, grazie ai test effettuati da una nota rivista per i consumatori, Il Salvagente.
Innanzitutto dobbiamo comprendere che esistono molti tipi di condizionatore portatile, fruibili con o senza tubo che va all’esterno. Già questo è un fattore fondamentale per chi non desidera o non può eseguire lavori in casa.
Tra i vari modelli, dobbiamo capire quale sia la potenza idonea a rinfrescare i nostri ambienti. Inoltre, quanto consumano durante l’uso e se conviene davvero preferirli ad altri dispositivi. Esistono infine varianti multifunzione, che offrono aria fresca e deumidificazione degli ambienti.
In un precedente articolo avevamo parlato proprio della differenza tra climatizzatore e deumidificatore. Anche in questo caso, basta capire bene le condizioni della casa per scegliere il metodo più adatto a rendere le stanze più fresche e sane.
Per quanto riguarda i vantaggi (o meno) dei condizionatori portatili, riportiamo le informazioni pubblicate dalla rivista per i consumatori. Insieme all’Agenzia per la transizione ecologica (Ademe) sono stati effettuati degli esperimenti concreti con 8 modelli di vari marchi.
“I test sono avvenuti in una stanza di 31 metri cubi con un ricambio d’aria di 1 volume all’ora. La temperatura di partenza dell’ambiente da raffreddare era di 35° C. Ogni condizionatore d’aria è stato avviato alla massima ventilazione. La capacità di raffreddamento e i consumi elettrici sono valutati nella stanza una volta raggiunta la temperatura a 24°C. Le emissioni sonore sono state valutate disponendo gli 8 elettrodomestici in una stanza semi-anecoica con otto microfoni“.
Dunque sono state svolte delle prove che permettessero di capire i consumi, le performance e la rumorosità dei vari dispositivi in commercio. Che hanno anche costi diversi, ovviamente. Ebbene, due hanno superato “a pieni voti” i test, e le case produttrici sono Electrolux e DeLonghi. La Classe dei dispositivi era A++. Gli altri esaminati si sono comunque rivelati “un buon acquisto”. Ma i condizionatori di Classe solamente A consumano di più.
Le perplessità riguardano più che altro un condizionatore portatile molto economico, che si trova in vendita in rete. Questo dispositivo “non fa ciò che promette”, e le molte recensioni negative confermano quando provato dai test.
In conclusione, i condizionatori portatili possono rappresentare una buona scelta, a patto che siano di marchi affidabili. Un prezzo troppo basso, in generale, deve far sorgere qualche sospetto. Per risparmiare, le aziende usano componenti non proprio eccellenti, o vanno a “limare” sui materiali in generale.
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