Il più giovane “paperone” al mondo, ha lasciato l’università a 18 anni e a 25 anni è diventato miliardario

Forse in pochi lo conoscono ma il 25enne Alexandr Wang è uno dei miliardari più giovani al mondo.

Anzi per la precisione è il più giovane fra i “paperoni” self made. In questo articolo cerchiamo di raccontare la sua prodigiosa storia.

Il più giovane "paperone" al mondo
Foto Canva

Sin da bambino Alexandr Wang si è dimostrato un genietto dei numeri tanto da prendere parte a gare di matematica e programmazione.

Alexandr è cresciuto presso il Los Alamos National Lab nel New Mexico (Stati Uniti), la località segreta in cui gli USA hanno messo a punto la prima bomba atomica nel corso della Seconda Guerra Mondiale. I suoi genitori infatti erano dei fisici e impegnati a mettere a punto progetti per armi destinate all’esercito a stelle e strisce.

In prima media Alexandr partecipò alla sua prima disfida nazionale di matematica per vincere un biglietto gratuito per andare a visitare Disney World. Non arrivò primo ma comunque quella gita la fece.

A soli 19 anni fonda con una amica la “Scale” ed è subito un successo mondiale

Ha sempre avuto la tecnologia come sua amica il nostro Wang. A soli 17 anni già lavora full time come programmatore per il portale di domande e risposte “Quora”. Lì fa un incontro fondamentale Lucy Guo, la ragazza con cui creerà da lì a poco il suo giovane impero. Wang comincia a studiare il settore del machine learning presso la mitica università MIT e fonda la società “Scale AI” proprio con Lucy Guo dopo il 1° anno di università.

Doveva essere una sorta di piccola avventura. Ma Wang non tornò mai al MIT, la sua società infatti già stava letteralmente esplodendo in termini di successo e di fatturato.

La sua è una azienda “unicorno”. Ecco cosa significa…

Wang è la dimostrazione di come la forza delle idee, abbinata ovviamente a conoscenze specifiche, possa far diventare una start-up in un’azienda “unicorno”. Cerchiamo di capire cosa significa questo termine in economia: si tratta di società che in breve lasso di tempo, facendo uso di tecnologia all’avanguardia e con la capacità di pensare fuori dagli schemi classici.

Sono quindi in grado di rivoluzionare il settore di riferimento, accumulando un capitale superiore al miliardo di dollari. Per ora la maggior parte di queste imprese sono cinesi e statunitensi e spesso capitanate da giovani.

Ecco perché la start-up di Wang è rivoluzionaria

La “Scale AI” di Alexandr ha sin da subito attirato l’attenzione di forti investitori come, per esempio Mike Volpi, un socio di Index Ventures. Grazie alle tecnologie impiegate nell’impresa, lavori che prima necessitavano ore adesso possono essere portati a termine in un paio di minuti.

In particolare la “Scale AI” ha rivoluzionato il procedimento produttivo del settore delle auto autonome. Quello dell’intelligenza artificiale è un segmento su cui colossi come Facebook e Google investono milioni di dollari. Infatti più le macchine riescono ad assorbire dati e “imparare” da essi, più veloce e in autonomia avverrà lo sviluppo delle stesse.

Facciamo un esempio pratico di quello che Wang e la sua socia sono riusciti a fare. Fino a poco tempo fa era necessario organizzare un gruppo di persone che controllassero e mettessero etichette alle immagini di strade, semafori, pedoni, per poi trasmetterle alle automobili. “Scale Ai” ha inventato un software che fa questa cose in un tempo molto inferiore e senza abbassarne il livello qualitativo.

L’altro elemento da sottolineare è che non viene cancellato l’elemento umano (che è uno dei temi più dibattuti circa l’uso dell’intelligenza artificiale). I lavoratori, infatti, hanno l’ultima parola sul controllo e le segnalazioni di anomalie. Wang ha spesso dichiarato che pensa alla sua azienda come a un facilitatore di lavoro e non come un mezzo per eliminare gli uomini dal processo produttivo.

La sua azienda ha sede a San Francisco e ha contratti milionari con le Forze Armate statunitensi

L’azienda “unicorno” di Wang ha sede a San Francisco e ha già firmato contratti di un valore che potrebbe arrivare a 110 milioni di dollari, a seconda delle esigenze del governo, per aiutare l’esercito e l’aeronautica statunitensi ad far uso dell’intelligenza artificiale.

La tecnologia di Scale riesce ad analizzare le immagini satellitari a una velocità di gran lunga superiore rispetto agli uomini, per determinare, per esempio, quanti danni stanno facendo le bombe russe sul territorio ucraino.

Ma gli algoritmi di “Scale Ai” hanno anche impieghi civili. Oltre trecento aziende, tra cui la Flexport e la General Motors, li usano per trovare elementi interessanti nel mar magnum delle informazioni grezze: per esempio, i milioni di documenti di spedizione, o i filmati di automobili a guida autonoma.

E’ infatti risaputo che il presente e il futuro delle grandi fortune imprenditoriali sta nell’accaparramento dei “Big Data”.

Non per niente la quota di Wang di “Scale Ai”, che è intorno al 15 per cento, ha un valore di 1 miliardo di dollari e fa di lui, come abbiamo appunto detto all’inizio, il più giovane miliardario self-made del globo.

Chiudiamo con una curiosità: il 2° più giovane miliardario self made al mondo si chiama Pedro Franceschi, ha 25 anni, è brasiliano, ed è il co-fondatore dell’azienda di carte di credito Brex.

 

 

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