Anticipare la pensione è l’obiettivo di quasi tutti i lavoratori, specialmente se assistono un familiare con disabilità grave.
Il nostro sistema previdenziale, in questi casi, prevede delle agevolazioni che permettono di andare in pensione prima, anche senza requisito anagrafico.
Analizziamo quando è possibile anticipare la pensione, rispondendo ad un quesito di un nostro Lettore: “Buonasera, volevo sapere usufruendo io dei permessi 104 di mamma allettata, ed essendo caregiver quando potrei andare in pensione. Ho 52 anni e 37 di contributi, posso richiedere qualche sconto o cose simili? Grazie”
Per accedere alla pensione come “caregiver” la normativa previdenziale, prevede due possibilità: l’APE sociale e la Quota 41. Entrambe le misure prevedono requisiti specifici. Nel caso del lavoratore che assiste un familiare con legge 104 ai sensi dell’articolo 3 comma 3, è richiesta la convivenza.
Inoltre, l’APE Sociale, al momento valida fino al 31 dicembre 2022, prevede un requisito anagrafico di 64 anni e 30 anni di contributi. I contributi in caso di donne possono diventare 28 in base allo sconto contributivo di massimo due anni in base ai figli.
Invece, la Quota 41 permette di anticipare il pensionamento solo se il lavoratore è considerato “precoce”. Questo significa che deve aver maturato almeno un anno di contributi (52 settimane) prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Si può accedere a questa misura a qualsiasi età con 41 anni di contributi e con una delle 4 tutele previste dalla normativa, che comprende anche il lavoratore che assiste il familiare con disabilità grave.
Come sopra chiarito in tutte due le misure previdenziali è richiesto il requisito di convivenza con il familiare, che si intende soddisfatto anche con la residenza temporanea o la coabitazione (stesso immobile due appartamenti diversi). Per maggiori chiarimenti sulla convivenza, ecco una breve guida: Legge 104: si alle agevolazioni, ma attenzione alle 2 incredibili ipotesi di convivenza.
Nel caso esposto, purtroppo, mancano i requisiti per entrambe le misure, qualcosa potrebbe cambiare con la nuova riforma pensione prevista nel 2023.
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