Le differenze tra F23 e F24 (e quando scegliere l’uno o l’altro): la guida rapida

F23 e F24 non sono modelli interscambiabili, perciò è opportuno sapere quando va utilizzato l’uno o l’altro. Rileva infatti l’imposta o tassa da pagare, e il correlato obbligo gravante sul contribuente.

Documenti, mani e penne
Le differenze tra F23 e F24 (Pixabay)

I rapporti tra Fisco e cittadini, i cd. contribuenti, sono caratterizzati da una serie di regole ben specifiche, che dispongono diritti, obblighi e eventuali agevolazioni per questi ultimi.

Tra le regole essenziali troviamo quelle relative ai modelli o moduli, da utilizzare per relazionarsi con l’Agenzia delle Entrate e per rispettare date e scadenze dei pagamenti dovuti allo Stato.

Di seguito in particolare vedremo in sintesi cosa sono i modelli F23 e F24, perché sono utili ai contribuenti e quali sono le differenze sostanziali tra essi. Ecco una panoramica che ti aiuterà a non sbagliare e a sapere quale documento devi utilizzare in una determinata situazione. I dettagli.

Cos’è l’F23 e a che cosa serve

L’F23 è un modello di rilievo fiscale, messo a disposizione dall’Amministrazione finanziaria, che il contribuente può usare per compiere il versamento di alcune imposte, tasse o sanzioni a cui risulta essere obbligato.

Essenzialmente l’F23 può essere utilizzato dal cittadino per pagare enti differenti dalle Entrate, ossia enti locali come i Comuni o uffici giudiziari. Inoltre, si usa l’F23 per pagare alcune imposte cd. indirette – basti pensare a quelle catastali, di registro o ipotecarie, il cui rilievo emerge in un ampio numero di situazioni quotidiane.

Si usa altresì il modello F23 pe il pagamento dei canoni per le cosiddette concessioni demaniali e delle sanzioni inflitte da autorità giudiziarie e amministrative (basti pensare ad es. alle multe alle automobili).

I contribuenti debbono altresì sapere che il modello F23 può essere utilizzato presso le banche, gli sportelli delle Poste – scopri qui le assunzioni previste in questo periodo – oppure dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Attenzione però: per il versamento delle imposte e relativi accessori, sanzioni e interessi, correlati alla presentazione della dichiarazione di successione, il contribuente deve servirsi del modello F24. Piuttosto il modello F23 andrà utilizzato, se indicato negli atti emessi dal Fisco, con i quali è richiesto il pagamento.

Cosa è l’F24 e a che cosa serve

L’F24 è il modello da sfruttare per il pagamento e la compensazione di gran parte delle imposte e contributi dovuti al Fisco, a partire da quelli che risultano dalla dichiarazione dei redditi, da farsi annualmente.

Detto documento si dice «unificato» in quanto consente al contribuente di compiere con una sola operazione il versamento delle somme dovute, compensando il versamento con possibili crediti vantati nei confronti delle Entrate.

Tra le maggiori tasse e imposte pagabili con l’F24 abbiamo ad esempio l’Irpef (e addizionali regionale e comunale), l’Iva, la Tari – che puoi non pagare in questo caso – le ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale, l’Imu, i diritti camerali, le tasse scolastiche o le somme dovute per la registrazione dei contratti di affitto.

Anche in questo caso è possibile rivolgersi per i pagamenti sia agli istituti di credito, che agli sportelli delle Poste o a quelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Differenza tra F23 e F24

Come spiega anche il sito web dell’Agenzia delle Entrate, per distinguere i due modelli F23 e F24 e orientarsi nella scelta di uno o l’altro, bisogna ricordare quanto segue:

  • gli F23 sono modelli da usare presso banche, sportelli di Agenzia delle Entrate-Riscossione e uffici postali per tutti i pagamenti a favore di enti differenti dall’Amministrazione finanziaria (comuni, uffici giudiziari, ecc.) e per versamento pagamento di alcune imposte indirette (ad es. l’imposta di registro)
  • gli F24, invece, sono modelli da utilizzare in un numero più alto di situazioni che coinvolgono contribuenti e Fisco. Di fatto questi documenti, debitamente compilati, saranno sfruttabili per il pagamento e la compensazione di gran parte delle imposte e contributi dovuti, a cominciare da quelli risultanti dalla dichiarazione con il modello Unico

In altre parole, il modello F23 è un documento messo a disposizione dal Fisco, scaricabile e stampabile per l’uso personale, che si può utilizzare per effettuare il versamento di alcune particolari tipologie residuali di imposte, tasse o sanzioni. Invece per la stragrande maggioranza dei pagamenti il contribuente dovrà usare il cd. modello di pagamento unificato F24, anch’esso liberamente scaricabile, stampabile e compilabile.

La differenza sostanziale tra i due attiene alla tipologia di tassa o imposta – e relativo obbligo – a cui si riferiscono.

In caso di eventuali dubbi, gli interessati potranno comunque rivolgersi ad es. agli operatori degli sportelli postali, che sapranno orientare sulla scelta di questo o quel modulo di rilievo fiscale.

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