Pensione Opzione Donna: ancora molte incertezze sui requisiti di accesso, facciamo chiarezza

Si è notevolmente ristretta la platea delle beneficiarie di Opzione Donna. Quali sono le fortunate che potranno accedere alla pensione anticipata?

Anche per il 2023, le lavoratrici che hanno maturato determinati requisiti potranno smettere di lavorare in anticipo grazie ad Opzione Donna.

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InformazioneOggi.it

Si tratta di uno strumento di flessibilità in uscita introdotto, in misura sperimentale, dalla Legge Maroni del 2004. Grazie a tale sistema, alcune lavoratrici hanno potuto beneficiare del pensionamento con condizioni notevolmente ridotte rispetto a quelle previste per la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata ordinaria.

In cambio di tale vantaggio, però, le contribuenti devono accettare il ricalcolo dell’assegno con il metodo contributivo puro, molto più penalizzante.

La Legge di Bilancio 2023, tuttavia, ha introdotto dei correttivi alla normativa, molto più restrittivi. Vediamo, dunque, chi potrà usufruirne.

Opzione Donna: a chi è riservata?

Una Lettrice ci scrive:

Buongiorno, ho raggiunto 35 anni di contributi a luglio 2022 ed ho compiuto 59 anni a febbraio 2022. Vorrei avere delucidazioni sulla possibilità di accedere ad Opzione Donna 2023. Considerando la chiusura della finestra di 12 mesi a luglio 2023 (sono lavoratrice dipendente), potrò andare in pensione quest’anno, usufruendo di tale misura? Grazie.”

Specifichiamo alla nostra Lettrice che, in base alle ultime modifiche, possono usufruire di Opzione Donna, le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2022, possiedono i seguenti requisiti contributi e anagrafici:

  • almeno 35 anni di contributi;
  • 60 anni di età. Tale presupposto, tuttavia, si riduce a 59 anni, se la richiedente ha 1 figlio, mentre a 58 anni, se possiede 2 o più figli.

Le interessate, inoltre, devono appartenere alle seguenti categorie:

  • caregivers, da almeno 6 mesi, del coniuge, di un parente di primo grado convivente oppure di un parente o un affine di secondo grado convivente disabile grave;
  • invalide civili almeno al 74%;
  • licenziate o dipendenti di aziende per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi. Per tale gruppo, inoltre, il requisito anagrafico è fissato a 58 anni a prescindere dal numero dei figli.

Per l’erogazione della prima rata della pensione, inoltre, bisogna attendere le cd. finestre. In particolare, 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi, per le autonome. Durante tale periodo, le richiedenti possono decidere se continuare a lavorare fino alla fine della finestra oppure no.

Come si calcola la pensione?

A quanto ammonta l’assegno pensionistico di coloro che accedono ad Opzione Donna nel 2023?

Come abbiamo già accennato, l’anticipo dell’uscita dal lavoro comporta delle conseguenze sul piano economico. Il calcolo si basa sul metodo contributivo puro; tale sistema tiene conto della contribuzione maturata e dell’età pensionabile, anziché delle ultime o più alte retribuzioni, come nel sistema retributivo.

Ci sarà, quindi, una penalizzazione del 20- 30% rispetto all’importo spettante con la pensione ordinaria, anche se non c’è una percentuale di penalità uguale per tutti, ma è necessario valutare caso per caso.

La pensione con Opzione Donna è, però, integrabile al trattamento minimo.

Potrebbe interessarti anche il seguente approfondimento: “Pensione Opzione Donna: ripensamento della Ministra Calderone dopo le proteste sui nuovi requisiti“.

La contribuzione utile per beneficiare di Opzione Donna

Per la maturazione del presupposto contributivo, vengono conteggiati tutti i versamenti: obbligatori, volontari, da riscatto, figurativi, ad eccezione dei periodi di malattia o disoccupazione.

Per le dipendenti, tuttavia, non valgono quelli da cumulo gratuito versati in Gestioni previdenziali differenti. È valido, infatti, solo il cd. cumulo interno all’Assicurazione Generale Obbligatoria INPS, mentre non si possono usare i versamenti effettuati presso la Gestione Separata.

Consulta anche il seguente articolo: “Opzione donna 2023, tutte le regole da non dimenticare per pensionarsi in anticipo“.

Conclusioni

La nostra Lettrice non ha specificato se possiede figli e se appartiene ad una delle tre categorie protette che consentono l’accesso alla pensione anticipata con Opzione Donna. In tal caso, avrebbe i presupposti anagrafici e contributivi (maturati entro il 31 dicembre 2022) per smettere di lavorare con tale sistema.

Ricordiamo, infine, che, per mezzo della cd. cristallizzazione dei requisiti, coloro che hanno raggiunto, entro il 31 dicembre 2021, le condizioni vigenti prima della nuova Legge di Bilancio, possono andare in pensione anche nel 2023 o successivamente, mantenendo i vecchi requisiti.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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