Ticket sanitario 2023: 2 semplici operazioni per non pagarlo e ottenere l’esenzione, sono in pochi a saperlo

Oggi bonus ed agevolazioni non mancano di certo: nonostante il cambio di Governo, la linea delle istituzioni, rappresentata dal garantire adeguate misure di sostegno ai cittadini, non è mutata. Ciò si può cogliere anche nella disciplina dell’esenzione ticket sanitario, di cui ora diremo.

Come in molti già sapranno, il ticket sanitario costituisce un mezzo con cui, per legge, il cittadino che ne ha bisogno può aver diritto ad alcune prestazioni sanitarie, contribuendo alle spese delle prestazioni sanitarie cui si sottopone – tramite il versamento di una certa somma di denaro.

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Ma attenzione, vero è che alcune persone possono contare sull‘esenzione dal ticket, per ragioni di reddito o per motivi di salute. Di seguito ci soffermeremo proprio sulle esenzioni, onde capire quando scattano e perché. I dettagli.

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Ticket sanitario: quando deve essere pagato dall’assistito?

Come accennato, il ticket sanitario, introdotto con legge nel nostro paese fin dal 1982, rappresenta un importo e contributo dovuto per il funzionamento del SSN (Servizio Sanitario Nazionale), il quale talvolta può essere evitato grazie all’esenzione. Per questa via il cittadino potrà ottenere esami, visite e farmaci con ricetta del Servizio Sanitario Nazionale o Regionale, senza sborsare nulla a livello di ticket.

Il pagamento del ticket avviene solitamente prima di una visita o di un esame, all’accettazione, o anche in farmacia, all’acquisto dei farmaci con ricetta. Come opportunamente indicato nel sito web del Ministero della Salute, le prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), regolati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017, per cui è previsto il pagamento del ticket sono quelle che seguono:

  • prestazioni svolte in pronto soccorso che non hanno carattere di emergenza o urgenza (codici bianchi), e non seguite da ricovero presso struttura sanitaria. Fanno comunque eccezione i pazienti minori di 14 anni e quelli che hanno diritto all’esenzione;
  • visite specialistiche;
  • esami di diagnostica strumentale e di laboratorio;
  • cure termali.

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Esenzione ticket sanitario: in quali casi?

Abbiamo detto che quella relativa ai ticket non è una spesa sempre obbligatoria. Questo perché in certi casi, i cittadini possono essere esentati dal versamento del contributo per le prestazioni sanitarie. Ci riferiamo a situazioni specifiche, determinate, ad esempio, da fattori quali il reddito, la presenza di patologie croniche o rare, l’invalidità, lo stato di gravidanza e altre condizioni.

Anzi, come anche ricordato opportunamente in una pagina ad hoc del sito del Ministero della Salute, sussistono esenzioni (per alcune o per tutte le prestazioni), nei casi che seguono e che attengono a prestazioni sanitarie con pagamento di un ticket:

  • particolari situazioni di reddito associate all’età o alla condizione sociale;
  • determinate patologie (croniche o rare);
  • riconoscimento dello stato di invalidità;
  • altri casi particolari attinenti allo stato di salute dell’assistito (quali ad es. gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento dell’HIV).

In queste situazioni meritevoli di uno speciale regime di tutela, il Sistema Sanitario Nazionale consente di accedere a costo zero alle prestazioni mediche e agli esami diagnostici.

Esenzione ticket per reddito: come funziona?

Vediamo in particolare l’esenzione per ragioni di reddito che, come si può facilmente comprendere, riguarda non pochi cittadini. Ebbene, quale reddito occorre avere per conseguire l’esenzione ticket quest’anno? Facciamo il punto di seguito:

  • si avvalgono dell’esenzione ticket gli over 65 (disoccupati e pensionati) il cui reddito non sia sopra i 36.151,98 euro (codice di esenzione ticket E01);
  • sono esenti dal pagamento del ticket anche i cittadini disoccupati e i loro familiari a carico, incusi in un nucleo familiare con reddito complessivo al di sotto dei 8.263,31 euro, aumentato a 11.362,05 euro (in presenza del coniuge) e di supplementari 516,46 euro (per ciascun figlio a carico del dichiarante). Si tratta del codice di esenzione E02;
  • l’esenzione dal pagamento del ticket vale anche per i titolari di pensioni sociali e i loro familiari a carico (codice di esenzione E03);
  • il codice E04 invece implica l’esenzione per i titolari di pensioni al minimo (vale a dire coloro che incassano una pensione minima), con un’età maggiore dei 60 anni e per i loro familiari a carico, inclusi in un nucleo familiare con reddito totale minore di 8.263,31 euro (aumentato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge, e di altri 516,46 euro per ciascun figlio a carico).

Esenzione ticket sanitario: il caso dei farmaci

Ricordiamo infine che, dal 2000 le istituzioni hanno abolito su tutto il territorio nazionale, ogni forma di partecipazione degli assistiti per l’assistenza farmaceutica. Ecco perché non c’è alcun ticket e i farmaci sono del tutto gratis oppure totalmente a pagamento. La maggior parte delle Regioni, comunque, per rispondere alla questione del loro disavanzo, ha comunque introdotto sui farmaci di fascia A particolari forme di partecipazione alla spesa farmaceutica (appunto ticket locali).

Di solito esse consistono in una quota fissa per ricetta o per confezione. Ma è vero anche che le stesse Regioni hanno indicato alcune categorie o soggetti esenti dall’obbligo di pagare il ticket. In ogni caso, chiunque intenda saperne di più sui ticket applicati sull’assistenza farmaceutica, farà bene a consultare i siti delle Regioni o chiedere chiarimenti e informazioni alla propria Azienda sanitaria locale.

Considerazioni finali

In questo articolo abbiamo visto su che cosa si paga il ticket e quali esenzioni ricorrono con riferimento ai soggetti che chiedono prestazioni al Ssn. Rimarchiamo che, ovviamente per tutte le ulteriori informazioni più dettagliate e i ragguagli su questi temi, è preferibile fare riferimento alla propria Asl.

In particolare, gli assistiti che hanno diritto all’esenzione dal ticket sanitario possono controllare la presenza del proprio nome nell’elenco dato dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS, andando di persona presso l’Azienda Sanitaria di assistenza del proprio territorio, o anche rivolgendosi al proprio medico di base o facendo accesso alla sezione dedicata al cittadino del sistema Tessera Sanitaria.

Nel caso in cui il proprio nome non appaia in elenco, ma si ritenesse di avere comunque diritto all’esenzione per reddito, sarà possibile compilare un modulo ad hoc di esenzione ticket, recarsi all’ASL per esibire l’autocertificazione e conseguire così l’attestato di esenzione.