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Vino e Frutta per contrastare il declino cognitivo, uno studio conferma gli effetti benefici dei flavonoidi

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Contrastare il declino cognitivo significa assicurarsi una vita più lunga e soddisfacente. Possiamo farlo (anche) a tavola, ce lo conferma uno studio.

La Scienza non smette mai di cercare soluzioni per migliorare la qualità della vita, e permettere alle persone di vivere a lungo in salute.

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Numerosi studi hanno dimostrato che già adottando un’alimentazione sana e varia fin dalla giovane età preserva dall’insorgere delle malattie più comuni, compresi i tumori. Si parla addirittura di cibi-medicina, anche se ovviamente nessuna dieta ci garantisce la “vita eterna”.

Però grazie alle scoperte possiamo scegliere di prenderci cura di noi stessi già a tavola. Faciliteremo il lavoro al nostro organismo che, più forte, contrasterà il più possibile malanni e malattie, declino cognitivo compreso.

Infatti forse non tutti sanno che oltre all’Alzheimer esistono numerose patologie a danno del cervello, e che si manifestano anche nelle persone più giovani. Addirittura, secondo alcune osservazioni, l’età a rischio si sta abbassando con l’avanzare delle nuove generazioni.

Una delle ipotesi su cui concordano gli scienziati è che a causare danni siano le infiammazioni, originate da svariate cause. Combattendo l’infiammazione, dunque, si attua uno “scudo protettivo” che va a prevenire l’insorgere delle comorbidità. Ovvero patologie accessorie che si manifestano durante il decorso di altre malattie.

Vino e Frutta per contrastare il declino cognitivo, uno studio conferma gli effetti benefici dei flavonoidi

Tornando alla dieta salutare che può aiutare a rimanere in forma e a lungo, una recente scoperta conferma il beneficio di alcune sostanze, ovvero i Flavonoidi.

Si tratta di sostanze naturalmente presenti in alcuni alimenti, soprattutto frutti e verdure, ma anche nel Tè e nel Vino. Secondo alcuni esperti, assumerne in quantità equilibrata significa assicurare un minor declino cognitivo.

Thomas Holland, del Rush University Medical Center di Chicago, ha diretto un gruppo di lavoro e ha osservato la salute di 961 persone. I soggetti erano tutti over 80 e senza problemi di carattere cognitivo, e sono stati esaminati per ben 8 anni.

I test hanno coinvolto i soggetti, divisi in 5 gruppi a cui sono state somministrate diverse quantità di flavonoidi. Naturalmente, gli scienziati hanno messo in conto altri parametri, come ad esempio se i soggetti effettuassero attività fisica o meno o se fossero fumatori.

Durante gli anni di osservazione i ricercatori hanno posto dei quesiti ai soggetti e li hanno sottoposti anche a 19 test mnemonici e di valutazione della concentrazione. Trascorso il tempo stabilito, il team ha potuto constatare che “il punteggio cognitivo delle persone che avevano il più alto apporto di flavonoli diminuiva a un tasso di 0,4 unità per decennio più lentamente rispetto alle persone che ne consumavano di meno“.

Dunque un’alta assunzione di Flavonoidi ha “protetto” maggiormente le persone dal fisiologico declino cognitivo.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)

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