Pensione anticipata e precoci: come fare richiesta? Attenzione ai requisiti

Potrebbero esservi alcune persone che potrebbero fare richiesta per la pensione anticipata per precoci, ma come funziona? Attenzione ai requisiti

Come è noto potrebbero esservi alcune persone interessate alla pensione anticipata per precoci, ma come funziona e quando fare richiesta? Attenzione ai requisiti, ecco cosa c’è da sapere in merito.

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Informazione Oggi

Il tema delle pensioni è sempre molto acceso ed in tanti sono in attesa di sapere quale sarà la prossima riforma. Sembra, però, che il nuovo esecutivo abbia posticipato la riforma al prossimo anno introducendola nella Finanziaria del 2023.

All’interno di questa dovrebbe esservi anche la proroga inerente all’Ape Social. I soggetti coinvolti sarebbero i lavoratori precoci che rientrano in quello che svolgono lavori usuranti e gravosi.

In seguito alla sistemazione della nuova riforma, potrebbero esservi ulteriore possibilità di estendere la platea anche non correlata con l’Ape Social. Dovrebbe, invece, entrare in vigore presto Quota 41. Questa, com’è noto, prevede sessantadue anni di età e quarantuno di contributi versati.

Pensione anticipata e precoci: chi può fare domanda?

Ma come funziona Quota 41 e quale sarebbe un possibile importo mensile per chi la richiederà? Ecco cosa c’è da sapere in merito.

Ritornando all’argomento cardine di questo articolo, vi sarebbe una particolare attenzione per i soggetti che hanno lavorato almeno 1 anno prima di compiere 19 anni. Questi, infatti, rientrano nei precoci e potrebbero avere accesso a Quota 41.

Al momento è possibile accedere alla quiescenza se si hanno quarantuno anni di contributi e in questo caso non si tiene conto dell’età quando se ne fa richiesta, ma devono esservi dei requisiti. O meglio si deve rientrare nelle cosiddette categorie protette (ed inoltre si può avere accesso all’Ape social.

I soggetti che risultano essere precoci e possono anche accedere all’Ape Social per le cosiddette categorie protette. O anche i soggetti che si trovano in una specifica condizione.

Tre queste vi sono coloro che sono disoccupati. In questo caso, la condizione è data da un licenziamento, pure di tipo collettivo. Oppure se ci si è dimessi per una giusta ragione oppure secondo l’art. 7 della Legge 15.07.1996 n. 604 e vi è stata la cessazione totale della misura di disoccupazione da 3 mensilità.

Si è invalidi al settantaquattro per cento. Deve esservi chiaramente una certificazione della propria condizione per avere l’invalidità civile.

I caregiver che fanno da assistenza ad un coniuge o una persona di famiglia di 1° e con cui convivono. In questo caso si fa riferimento all’art. 3 comma 3 Legge 05.02.1992 n. 104. Vale a dire una persona di famiglia oppure affine di 2° convivente con genitori o marito/moglie del soggetto interessato con handicap grave e settant’anni d’età. O ancora se questi hanno malattie gravi oppure sono venuti a mancare.

O ancora, i soggetti che hanno svolto mansioni lavorative che rientrano in faticose e pesanti. In questo caso è da tener presente il d. lgs. 21.04.2011 n. 67.

Oppure i lavoratori che hanno fatto un tipo di lavoro gravoso per almeno 7 anni. I 7 anni sono da riferirsi agli ultimi dieci rispetto al proprio lavoro. Oppure per almeno 6 anni degli ultimi 7.

I lavori gravosi

Tra i lavori che rientrano nei cosiddetti gravosi vi sono: quelli svolti nelle industrie estrattive oppure edilizie. Quelli che hanno condotto la gru o altri dispositivi o anche camion, treni. Vi sono poi i soggetti che hanno lavorato nel settore delle pelli, le persone che hanno fatto parte del personale sanitario. Tra queste vi sono le ostetriche oppure quelli che hanno svolto turni di notte.

I soggetti che hanno assistito persone non autosufficienti, docenti di infanzia o asilo nido, i soggetti che si sono ritrovati a spostare merci o simili. Oppure coloro che hanno lavorato nella siderurgia (in questo caso 1 e 2 fusione) e coloro che risultano essere lavoratori dei vetri e che rientrano nel Decreto Legislativo 67/2011.

Vi sono poi i soggetti che risultano non qualificati e sono stati addetti al servizio di pulizia. Vi è anche l’operatore ecologico, i soggetti che hanno lavorato nell’agricoltura o pesca e altri. Ed infine i soggetti che hanno lavorato come marittimi.

La modalità descritta è rivola ad entrambi i sessi. Per ambedue le casistiche il lavoratore precoce, art. 17 del Decreto Legge 4/2019 è stato sospeso la messa in atto rispetto all’adeguamento rispetto le speranze di vita fino a 31.12.2026.

La possibilità è attesa per i soggetti che hanno un’iscrizione all’AGO, alla gestione particolare per il lavoratore autonomo, alla gestione separata. Ed infine, al fondo sostitutivo ed esclusivo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

I quarantuno anni di contributi possono essere perfezionati, su richiesta del soggetto, anche sommando il periodo assicurativo tenendo conto della Legge 24.12.2012 n. 228.

Il decorso della quiescenza anticipata per i soggetti precoci, con requisiti maturati dal 01.01.2019 per il Decreto Legge 4/2019. In questo caso si fa riferimento alla finestra mobile di 3 mesi.

Non vi è possibilità di cumulo con il reddito da lavoratore in subordinazione oppure autonomo sia in Italia che fuori. Vi è invece la possibilità di cumulo con maggiorazione ed in questo caso si fa riferimento all’art. 80 comma 3 Legge 23.12.2000 n. 388.

Come fare richiesta?

Per poter avere accesso alla quiescenza anticipata inerente alla categoria protetta e precoce è importante seguire alcuni passaggi.

Il primo è quello di fare richiesta per richiedere l’identificazione dei benefici. Questo va fatto entro 01.03 di ogni annualità.

Se la richiesta dell’identificazione è accettata, vi sono le verifiche rispetto alle coperture di tipo finanziarie. In questo caso si può poi fare richiesta di quiescenza anticipata.

Se le richieste sono fatte dopo il 01.03 ma entro il 30.11 queste saranno prese in carico soltanto se restano fondi da destinarvi.

La richiesta va fatta via web all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale dove vi è una sezione dedicata. Vi sono poi altre alternative come la telefonata al 803.164, che è gratis se si chiama dal telefono di casa. Oppure si può contattale lo 06.164.164 dal proprio cellulare.

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È molto importate, prima di procedere, consultarsi con un proprio consulente di fiducia che sicuramente saprà analizzare ogni caso specifico sottoposto.