Aumenti pensione tra novembre e dicembre: la verità su chi sorride e chi no

Come cresceranno gli importi della pensione tra novembre e dicembre, tra aumenti e misure attese: per chi, quanto e altri aspetti

Quali incrementi di pensione si attendono per i mesi di novembre e di dicembre e di quanto a seconda dei casi: questi ed altri particolari a seguire.

aumenti pensione
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A novembre e dicembre, tra misure ed interventi, si attendono cinque aumenti sulle pensioni, o per meglio dire incrementi in relazione ad diversi fattori.

Gli incrementi in questione potranno essere da 10,37€ sino a 157,65€ in più, ed il riferimento va a taluni sostegni che vedono la propria introduzione per la 1°volta e altre che si possono definire quali strutturali.

A parlare nel relativo approfondimento è Trend-online.com, il quale spiega che in molti dei casi in questione si fa riferimento a sostegni per contribuenti che rispettino alcune soglie di reddito. E i quali si trovano in un condizione di disagio dal punto di vista economico.

Nel dettaglio, certe prestazioni vedranno la relativa erogazione una sola volta. Altre giungeranno per 2-3 mesi consecutivi.

Aumenti pensione, tra misure ed incrementi: cosa aspettarsi e per chi

Non mancano spunti ed elementi di interesse quando si parla di pensioni. In generale si pensi ad esempio alla domanda rifiutata per pensione di vecchiaia e la questione buchi contributivi, cosa sapere.

Così come sono in tanti a chiedersi come andare in pensione prima e come funziona il riscatto della laurea: qui i dettagli.

Rivalutazione due per cento

Rispetto a cosa aspettarsi in merito alla pensione, il 1° aspetto riguarda la rivalutazione del due per cento. Occorre tener presente che riguarda un intervento straordinario introdotto mediante il Decreto Legge Aiuti Bis, con pubblicazione in G.U. il 09.08.22.

Nel dettaglio, un incremento dei trattamenti di pensione che ha avuto luogo ad ottobre e che avrà durato sino a fine anno. A partire da gennaio, vi sarà il ri-assorbimento, rispetto alla nuova rivalutazione riguardo l’inflazione.

La rivalutazione del due per cento si legherà a novembre e dicembre dunque, ma vedrà l’estensione pure sulla 13° e riguarderà soltanto coloro che ricevono una pensione entro 2962€. Al riguardo, gli aumenti al mese vanno fra 10,49€ e 52,55€ a seconda di quanto si percepisce. Nei tre mesi in questione, vi saranno tra 31,47€ e 157,65€ in più.

Tredicesima e bonus 150 €, il punto sugli aumenti pensione

Proseguendo, si arriva ad un altro elemento che porterà un incremento, ovvero la tredicesima. Ciò, come noto, riguarda una gratifica che arriva a dicembre per coloro che sono titolari di trattamenti previdenziali ordinari.

L’arrivo è previsto per i primi giorni di dicembre, e già a partire dal , ovvero il 1° bancabile. La tredicesima si calcola soltanto su ratei che sono maturati in un determinato lasso di tempo. Quindi non ne spetterà uno doppio.

Il calcolo del dettaglio fatto dall’INPS si fa tenendo conto della mensilità lorda applicata ai num. di mesi di pensione reale. Il tot. lo si suddivide per dodici mesi.

Un altro punto riguarda poi il bonus 150€, ovvero una misura una tantum che arriva soltanto ai pensioni i quali abbiano un trattamento di pensione in essere ad ottobre 2022.

Per quanto attiene il requisito, questo riguarda redditi 2021 che non siano maggiori di 20mila€. I relativi pagamenti hanno avuto inizio a novembre, tuttavia per taluni giungeranno anche a dicembre. Con gli accrediti dei trattamenti del relativo mese, dunque a partire dal primo dicembre.

Qui le date di pagamento e il calendario pensioni dicembre 2022. In merito all’ipotesi di una misura aggiuntiva da 150€, questa a quanto pare non vi sarebbe. Al riguardo, si tratta di una ipotesi che sarebbe stata smentita, come si è potuto leggere dalle parole della stessa Premier Meloni.

Quest’ultima, parlando delle risorse disponibili, ha spiegato che andranno per porre “in sicurezza famiglie e imprese dal caro bollette”. Aggiungendo “senza disperdere risorse in bonus inutili”.

Arretrati e rivalutazione 0,2 per cento

Altro punto riguarda gli importi arretrati dei 10 mesi dell’anno, ovvero gennaio-ottobre del corrente anno. Aumenti una tantum la cui corresponsione si legherà agli ultimi due mesi in questione. Circa gli importi, questi varieranno a seconda di quanto si percepisce, e nel dettaglio, tra 10,31€ e 128,20€.

Infine, un punto inerente in particolar modo gli assegni dell’attuale mese. Si tratta della rivalutazione pari allo 0,2 per cento. La differenza in particolare di tale rivalutazione al confronto di quella precedente del 2 per cento, si lega a percettori ed importi.

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Il versamento non riguarda soltanto che percepiscono trattamenti sino a 2692€, ma pure coloro che ne hanno di maggiori. Quantità non alte, tra 1€ e 12€.