Come mangiare i cachi e quando bisogna stare attenti: quello che non tutti sanno

I cachi sono succosi, buonissimi e, assieme alla castagna, sono la prelibatezza del momento. Ma conosciamo davvero tutto su loro?

Ricchi di proprietà benefiche, che possono solo giovare la nostra salute, i cachi devono essere consumati in un preciso momento della giornata in base alle persone.

cachi
Canva Foto

I cachi fanno parte di quella categoria di alimenti che possono soltanto farci del bene in ogni loro modo. Ad esempio, forse non tutti sanno che hanno un basso tasso calorico e che la presenza di zuccheri al loro interno è un serbatoio di energia per chi fa sport. In particolare, questo serbatoio è ancora più utile da utilizzare se li consumiamo come primo pasto della giornata, ovvero la colazione.

Ma i cachi fanno bene anche alla vista, come le carote, poiché sono in grado di  prevenire la cataratta. Per non parlare, poi, della pelle, proteggendola dall’inquinamento che ci circonda e da raggi UV. Sono l’ideale anche per chi soffre di stipsi e si comportano come un lassativo dalle conseguenze positive. Inoltre, sono un toccasana anche per chi ha la gastrite: i cachi aiutano a neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici. E, in maniera particolare, sempre gli stessi sono indicati a fine pasto per chi soffre di reflusso gastroesofageo.

Dopo aver elencato tutti questi aspetti così interessanti dei cachi, siamo pronti a capire anche quando è giusto mangiarli? Bene, prima di procedere, diamo un’occhiata anche ad altre chicche. Ad esempio, chi ha un orto, ma non la pazienza di aspettare che lo stesso dia i suoi frutti, può provare con queste verdure definite lampo. Oppure, possiamo dare una svolta in casa, cambiando decisamente odore, grazie ad un profumo da realizzare da soli. Ebbene, detto questo, possiamo procedere.

Gustosi, ma anche utili: quando bisogna mangiare i cachi nel corso della giornata?

Come detto poco prima, i cachi possono essere mangiati a colazione, ma anche come spuntino. L’ideale, infatti, sarebbe quello di mangiarne almeno uno al giorno anche come la merenda della prima mattinata. Tale discorso, in particolare, è rivolto a chi possiede dei livelli alti di colesterolo. In questa fase della mattina, infatti, si potrebbe non solo abbassare il colesterolo, ma anche migliorare la pressione del sangue.

Nel caso in cui, invece, si fosse soggetti a delle coliti, bisogna prima ascoltare il proprio medico oltre che il nutrizionista. È vero, saranno anche ricchi di benefici, ma se vanno in contrasto con il nostro organismo, non è detto che dobbiamo per forza inserirli nella nostra alimentazione. Inoltre, un altro caso in cui non bisognerebbe mangiarli è di sera. Questo, perché gli zuccheri da loro contenuti, si trasformerebbero in grassi, difficili da sciogliere.

Quando bisogna fare attenzione?

Ovviamente, non bisogna mai e poi mai raccogliere i cachi quando presentano la buccia ancora di colore verde. Il colore non solo indica che il frutto è acerbo, ma che, ovviamente, è duro da mangiarlo. Soltanto quando la buccia diventa di colore gialla oppure arancione vuol dire che è possibile cibarsene. In questo caso, avremo un frutto sì gustoso, ma soprattutto morbido in bocca.

Tuttavia, è necessario non farli maturare per troppo tempo. Come ce ne possiamo accorgere? Quando la buccia è troppo scura e la polpa esce di fuori come appena lo si taglia.  Infine, se sono nella nostra cucina da un bel po’ e presentano una buccia un po’ annerita, allora si può pensare di optare per creare una buona marmellata. In questo caso, non abbiamo nulla da temere per la nostra salute. 

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Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.