Il contributo straordinario che le aziende ad alto consumo di energia attendevano: i vantaggi del credito d’imposta

Le norme vigenti hanno confermato una misura di sostegno alle imprese, che utilizzano grossi quantitativi di energia elettrica e gas per essere operative. Il credito d’imposta e i suoi presupposti.

E’ sotto gli occhi di tutti la crisi energetica che sta gravando in modo sempre più consistente sui cittadini, sulle famiglie e sulle imprese.

credito d'imposta
pixabay

Bollette alle stelle, inflazione in crescita costante e prezzi fuori controllo sono temi dominanti in campagna elettorale, anche se siamo ben lontani dal vedere la luce in fondo al tunnel. Intanto il mondo delle istituzioni corre ai ripari, assicurando nuove misure in tema di credito d’imposta contro i rincari energia e gas per il terzo trimestre 2022.

Di seguito vogliamo fare il punto della situazione, in considerazione di uno scenario per nulla positivo e che sembra ormai aver grandemente attenuato l’ondata della ripresa economica post pandemia. Ma accenneremo anche alla assai probabile proroga del credito di imposta sulle bollette delle imprese energivore e gasivore.

Credito d’imposta per imprese energivore: come funziona in breve

Le imprese energivore e gasivore altro non sono che quelle aziende che per effettuare le proprie attività quotidiane, servendosi delle prestazioni dei loro lavoratori, hanno bisogno di grandi quantità di energia elettrica o di gas.

Ebbene, vero è che permangono le misure mirate a frenare in qualche modo l’impennata dei costi energetici. Anche per il terzo trimestre 2022 le aziende potranno godere di un contributo straordinario, versato sotto forma di credito d’imposta – a parziale compensazione dei maggiori oneri di questi ultimi tempi.

In particolare l’art. 6 D.L. n. 115 del 2022, in vigore dal 10 agosto 2022, conferma e mantiene le misure straordinarie già valevoli per il secondo trimestre 2022 a favore delle imprese energivore / gasivore e non. Non dimentichiamo infatti che, in base alle norme vigenti:

  • a favore delle imprese ad alto consumo di energia elettrica di cui al decreto Mise del 21 dicembre 2017, i cui costi per kWh della componente energia elettrica, quantificati sulla scorta della media del secondo trimestre 2022 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, hanno patito un aumento della spesa per kWh al di sopra del 30% relativo allo stesso periodo dell’anno 2019,
  • è assegnato un credito d’imposta uguale al 25% delle spese sostenute per la componente energetica comprata e di fatto utilizzata nel terzo trimestre di quest’anno.

Si tratta di due punti molto importanti e al tema si collega il fatto che il credito di imposta è applicato altresì alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese in oggetto e da queste autoconsumata nel terzo trimestre 2022.

Credito d’imposta per imprese gasivore: come funziona in breve

Alle aziende caratterizzate da un alto consumo di gas naturale, le norme vigenti:

  • assegnano un credito d’imposta, corrispondente al 25% della spesa effettuata per comprare lo stesso gas, consumato nel terzo trimestre dell’anno in corso, per utilizzi energetici differenti dagli usi termoelettrici,
  • laddove il prezzo di riferimento del gas naturale, quantificato come media, collegata al secondo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia patito un aumento al di sopra del 30% del corrispondente prezzo medio riferito allo stesso trimestre dell’anno 2019.

Inoltre, ai fini del credito d’imposta in oggetto, ricordiamo che è impresa ad elevato consumo di gas naturale:

  • quella che è attiva in una delle aree di cui all’allegato 1 al decreto Mise 21 dicembre 2021, n. 541,
  • quella che ha consumato, nel primo trimestre solare dell’anno 2022, un quantitativo di gas naturale per usi energetici non al di sotto del 25% del volume di gas naturale di cui all’art. 3, comma 1, dello stesso decreto – al netto dei consumi di gas naturale usato in ambito termoelettrico.

Come usare il credito d’imposta?

Come abbiamo visto finora, vanno dunque avanti le misure orientare ad attenuare il boom dei costi energetici. Grazie alle misure varate, anche per il terzo trimestre 2022 le imprese potranno avvalersi di un contributo straordinario, versato sotto forma di credito d’imposta, a parziale compensazione dei maggiori oneri patiti. Lo abbiamo detto sopra ma giova ribadirlo: il D.L. 115/2022, in vigore dal 10 agosto 2022, riafferma le misure straordinarie già varate per il secondo trimestre 2022 a favore delle imprese che consumano molta energia.

Inoltre, i citati crediti d’imposta:

  • sono utilizzabili dai beneficiari soltanto in compensazione F24 entro la data del 31 dicembre di quest’anno;
  • oppure, in alternativa, possono essere oggetto di cessione integrale ad altri soggetti, incluse le banche e gli altri intermediari finanziari.

Le agevolazioni date da questi crediti imposta prevedono anche la non concorrenza alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap.

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Infine, ricordiamo che si sta facendo largo l’ipotesi della nuova proroga del credito di imposta sulle bollette delle imprese energivore e gasivore. La misura è infatti attesa con il nuovo decreto taglia-bollette che l’Esecutivo punta ad approvare in settimana in Consiglio dei ministri. L’obiettivo resta però trovare la quadra sulle coperture anche e soprattutto sulla scorta dei dati sulle entrate fiscali di luglio ed agosto (tassa sugli extra-profitti dei gruppi energetici).