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Hanno inventato la pillola anti sbornia, arriverà presto anche in Italia? Cosa dicono gli esperti

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L’innovativa pillola anti sbornia sta riscuotendo un successo enorme. Ma, indagando più a fondo, sorgono alcune perplessità.

Nel Regno Unito è “festa grande”. La pillola per contrastare gli effetti della sbornia è già praticamente sold-out. Il farmaco/integratore, di nome Myrkl, è prodotto dall’azienda svedese De Faire Medical.

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Ci chiediamo dunque come mai questo strepitoso successo, come funziona la pillola e soprattutto se potremo acquistarla a breve anche in Italia. Al momento, sappiamo che il prodotto si può comprare in rete a 1 sterlina a capsula. Alcuni sono riusciti ad “accaparrarsi” un’intera confezione da 30 capsule, al costo di 30 sterline (circa 35€).

Le richieste sono state talmente tante che l’amministratore delegato ha dovuto spiegare ai clienti che farà di tutto per soddisfare tutti. Dunque la pillola ha successo, presumibilmente perché funziona. E forse non è un caso che sia proprio il Regno Unito ad aver “mandato in tilt” il sistema di vendite dell’azienda Myrkl.

Secondo numerose indagini, infatti, gli inglesi sono “i più ubriaconi del mondo”. Non si tratta di un’offesa gratuita, ma del risultato delle elaborazioni (che vengono svolte annualmente) prodotte dalla Global Drugs Survey annuale. Praticamente il più grande e noto sondaggio al mondo sull’uso di alcol.

Da suddette indagini risulta che “gli adulti del Regno Unito si sono ubriacati in media 51,1 volte in un periodo di 12 mesi, quasi una volta alla settimana.” Tra tutti i Paesi che hanno preso parte all’indagine, tanto per capire qualche parametro, l’Italia risulta essere al 18esimo posto. Mentre Stati Uniti, Canada e Australia seguono “a ruota” proprio il Regno Unito.

L’innovativa pillola anti sbornia sta riscuotendo un successo enorme. Ma sorgono alcune perplessità sul suo utilizzo

La pillola, che non è un farmaco ma un integratore, ha subito diversi perfezionamenti negli ultimi anni e adesso sembra contrastare molto bene gli effetti “collaterali” di una sbornia. In pratica, la formulazione impedisce in qualche modo i meccanismi di assorbimento dell’alcol, rendendo meno “pesanti” i suoi effetti.

Ma dobbiamo segnalare un “ma”. Secondo gli stessi produttori del trattamento, prima di tutto l’efficacia non è garantita al 100% perché sono molteplici i meccanismi che portano allo stato di “ubriachezza”.

Inoltre, per avere efficacia, dovremmo assumere 2 pillole almeno due ore prima di bere. Ma questo “va in conflitto” con l’atto di bere alcolici in sé. I test eseguiti sui pazienti hanno dimostrato che in questo modo ottenevano il 70% in meno di alcol nel sangue un’ora dopo. Ma chi vuole bere – e bando ai giudizi – e ubriacarsi, in questo modo dovrà assumere più alcolici, e quindi anche spendere di più.

Insomma, non si tratta – come ad esempio per la pillola del giorno dopo? – di un qualcosa che va a “risolvere” la sbornia dopo averla raggiunta, ma di una sorta di “prevenzione”. Il che ci sta, anche se si tratta di un controsenso all’origine.

Il trattamento, per adesso, è riconosciuto come sicuro dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare e dalla Food Drug Administration statunitense. Chissà che presto non potremo trovare le pillole anche nelle nostre Farmacie.

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