Intossicazioni alimentari: la lista dei cibi ‘pericolosi’, l’ADI lancia l’allarme

Le intossicazioni alimentari stanno colpendo sempre più italiani. Tra le innumerevoli cause, anche il caldo di questo periodo aumenta il rischio.

L’ADI, l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, ci spiega come evitare di imbatterci in potenziali tossinfezioni. Anche e soprattutto quando andiamo in vacanza.

Intossicazioni alimentari
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Parlando di intossicazioni da alimenti non dobbiamo considerare solamente i casi eclatanti. Come quello del cioccolato Ferrero, o quello proprio di questi giorni di snack di un marchio famoso contaminati da Salmonella. Anche le nostre abitudini possono rivelarsi pericolose, soprattutto durante la stagione estiva.

L’ADI allora ha divulgato una serie di consigli e di linee guida per aumentare la consapevolezza dei cittadini e insegnare come evitare le condizioni di rischio. Che sono più frequenti di quanto si possa immaginare. Proprio nelle nostre case.

Intossicazioni alimentari, attenzione a conservazione e igiene, sono tantissimi i batteri che possono procurarci gravi malattie

Negli ultimi mesi abbiamo purtroppo compreso cosa significhi entrare in contatto col batterio della Salmonella o con quello della Listeria. Ma indagando più a fondo scopriamo che esistono più di 250 tipi di intossicazioni da alimenti. Anche di diversa origine.

Molte infatti possono scaturire non solo da tossine animali e/o vegetali. Malori di varia entità si manifestano anche ingerendo cibi contaminati da sostanze chimiche e/o inquinanti, come ad esempio il Mercurio nei pesci oppure i pesticidi nei prodotti ortofrutticoli. I report dell’ADI, che parlano coi numeri, dà un chiaro quadro della situazione attuale a livello globale.

Ogni anno, nel mondo, si registrano più di 350 mila casi di intossicazione e oltre 300 mila interventi per situazioni correlate. Significa, secondo i calcoli, una percentuale di popolazione colpita intorno al 30%.

Risulta evidente, dunque, che siamo tutti sottoposti a situazioni di rischio. E quando non provengono da errori durante la lavorazione industriale, possiamo attivamente tutelarci. Imparando a praticare semplici regole di igiene e conservazione dei cibi.

Listeria, è resistente anche al freddo, occhio a questi alimenti

Il batterio della Listeria, quando “contamina” l’uomo, può provocare gravi danni alla salute. E ovviamente i più fragili, come bambini, anziani e donne incinte, rischiano ancora di più.

Questo batterio si trova molto frequentemente nei salumi, così come nella carne cruda o cotta a temperature insufficienti, ma anche nei formaggi realizzati con latte non-pastorizzato e nel latte stesso. Nemmeno i surgelati sono “sicuri” perché la Listeria sopravvive anche alla temperatura del frigorifero.

Ricordiamo che per sconfiggere muffe e batteri bisogna cuocere gli alimenti ad una temperatura superiore ai 120 gradi. Per essere sicuri possiamo acquistare a cifre accessibili i termometri/sonde da cucina.

Le (semplici) norme igieniche che ci proteggono dalle tossinfezioni

Per proteggerci, possiamo e anzi dobbiamo attuare poche semplici pratiche. Per prima cosa è fondamentale manipolare gli alimenti in ambienti e con attrezzi puliti. Il Frigorifero è un “ricettacolo” di batteri, se non correttamente mantenuto. Possiamo igienizzarlo pulendolo con acqua e Aceto, e soprattutto riponendo i cibi in modo corretto.

Mai far toccare carne cruda con altri alimenti, ad esempio. Gli avanzi non vanno messi in un piatto, ma chiusi in contenitori ermetici. Naturalmente, mai riporre un cibo cotto ancora caldo nel frigorifero.

Anche in cucina dobbiamo porre molta attenzione alla pulizia di piani di lavoro e in particolar modo dei taglieri in legno. Il consiglio è anche quello di lavarsi spesso le mani quando si toccano cibi diversi, o non appena siamo tornati dal supermercato.

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