BTp 2051, chi è salito sull’altalena dell’investimento potrà sorridere o piangere: ecco da cosa dipende l’esito della scelta

Il BTp 2051 sta facendo impazzire gli investitori. Prima un tracollo dei prezzi, poi la risalita dei rendimenti; c’è chi sorriderà e chi passerà un brutto quarto d’ora. Vediamo da cosa dipenderà.

Il BTp 2051 è stato travolto dall’uragano che ha colpito il mercato obbligazionario globale negli ultimi mesi. L’andamento è altalenante e alcuni investitori tremano.

BTp 2051
Adobe Stock

Pochi mesi sono sufficienti per un ribaltamento dei mercati con tracolli e risalite che rendono notevolmente differente l’acquisto di un prodotto oggi rispetto a ieri. Quattro/cinque mesi che rappresentano uno scarto di rendimento che farà tremare alcuni investitori e gioire tanti altri.

Il tutto a causa della guerra in Ucraina, di migliaia di dollari evaporati con quotazioni a picco prima e allettanti rendimenti dopo. Chi compra i bond con i prezzi attuali otterrà rendimenti decisamente più elevati rispetto ad uno stesso acquisto di inizio anno. Il problema per chi ha agito tra febbraio e marzo, poi, è se tenere il prodotto nel portafoglio accontentandosi di guadagni irrilevanti oppure se procedere con la vendita rischiando, però, una perdita. Il BTp 2051, dunque, sta creando dubbi e perplessità dopo il tracollo ma capiamo meglio la situazione.

BTp 2051, l’inizio del tracollo

Un’altalena tra tracollo e ripresa che può essere illustrata prendendo ad esempio il BTp 2051. La cedola 1,7% trentennale offriva ad inizio anno un rendimento dell’1,8% che oggi si attesta sul 3,71% realizzando un aumento di 1,9 punti percentuali in cinque mesi. Contemporaneamente la quotazione è crollata del 28% circa. Bisogna vendere? E’ meglio attendere?

Sicuramente vale la pena acquistare il BTp 2051 con la quotazione a 67 centesimi che garantirebbe in teoria un flusso di reddito annuo superiore al target d’inflazione BCE del 2% dato che la cedola netta rapportata al prezzo si attesta sul 2,23%. Per quanto riguarda il rendimento netto alla scadenza, invece, risulterebbe doppio rispetto al target d’inflazione. Una prospettiva allentante sebbene si dovrebbero attendere 30 anni ma questo discorso vale solamente per chi acquista oggi il Buono del Tesoro poliennale. Chi ha acquistato mesi fa si ritrova con possibili perdite elevate e con cedole nette annuali decisamente basse. Rivendere non sembrerebbe essere la decisione più saggia dato che comporterebbe perdite ingenti e sicure. Quindi è meglio attendere ma per quanto tempo?

Investitori, l’attesa sarà lunga

Il consiglio degli esperti è di lasciare il BTp nel portafoglio e attendere la risalita della quotazione. L’attesa si preannuncia lunga, molto lunga e non si parla di settimane o mesi ma di anni. Se non si ha bisogno di immediata liquidità, però, la pazienza ripagherà e allontanerà il rischio di enormi perdite. Prima o poi l’altalena e l’uragano si fermeranno e sarà quello il momento migliore per rivendere senza danni anche se i rendimenti incassati nel frattempo saranno risultati irrisori.

L’esempio del BTp 2051 aiuta a comprendere un insegnamento di cui tenere sempre conto nel mercato obbligazionario. Mai acquistare titoli a lunga scadenza nel momento in cui i tassi di mercato risultano pessimi.

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