I percettori di Reddito di Cittadinanza ‘tremano’: stanno per arrivare controlli severi e ‘punizioni’ esemplari

Negli ultimi mesi, i percettori di Reddito di Cittadinanza hanno avuto molte sorprese, alcune belle e altre meno. Ora è in arrivo “la stangata”.

Tutti sappiamo che intorno al Reddito di Cittadinanza ci sono pareri opposti e discordanti tra loro. Non solo da parte delle forze politiche ma anche dei cittadini, che si sono letteralmente schiarati a favore o contro. Ma oggi c’è un nuovo “argomento d’interesse” intorno all’RdC, ovvero i nuovi e stringenti controlli.

percettori di reddito di cittadinanza
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Ricordiamo che l’assegno dell’RdC viene erogato ai cittadini che si trovano in difficoltà economiche, per le più svariate ragioni. E che per ottenerlo, dunque, bisogna rispettare determinati requisiti. È anche vero, però che durante i 18 mesi di erogazione possono cambiare le condizioni iniziali del richiedente. Un cittadino può trovare lavoro, trasferirsi, avere un figlio eccetera. Tutte queste cose sono contemplate dalle Leggi riguardanti il Reddito, e vanno sempre comunicate.

Negli ultimi mesi ci sono stati i ricalcoli da parte dell’INPS proprio perché sono cambiati alcuni parametri per l’assegnazione del sussidio. Con l’avvento dell’Assegno Unico Universale, poi, sono sopraggiunte altre complicazioni. Ma alla fine l’INPS ha regolarizzato tutti. Invece, per i furbetti, adesso è il momento di “tremare”. Perché stanno per arrivare controlli rigidissimi. E sanzioni altrettanto pesanti.

I percettori di Reddito di Cittadinanza “tremano”, ecco cosa sta per succedere

Chi è in difficoltà economica è giusto che riceva dallo Stato l’aiuto di cui ha bisogno. Chi invece sfrutta le Leggi a favore dei più deboli per appropriarsi indebitamente di denaro deve essere punito. È ciò che farà l’INPS a seguito di una nuova procedura, partita in realtà proprio il 1 giugno.

In pratica l’INPS invierà regolarmente i dati dei percettori dell’RdC al Ministero della Giustizia. Per chi avesse dubbi o perplessità, possiamo dire che la procedura rispetta la privacy e verrà svolta secondo le normative e tutele in vigore. Verranno incrociati i dati per vedere se un percettore (ma anche un nuovo richiedente il sussidio) non siano all’interno di una speciale “lista”. Quella di chi ha violato ciò che è previsto dal comma 3 articolo 7 del dlgs 4/2019. Ovvero che ha commesso “truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche, omesse comunicazioni sulle variazioni di reddito e/o dichiarazioni false per ottenere il sussidio“.

Non è tutto perché le norme vigenti parlano chiaro: chi ha creato documenti falsi oppure dichiarazioni mendaci per ottenere il Reddito di Cittadinanza, rischia anche il carcere da 2 a 6 anni. Chi non ha comunicato le variazioni di reddito o cambiamenti sul patrimonio, o qualsiasi informazione che avrebbe fatto cambiare l’importo dell’RdC, rischia il carcere da 1 a 3 anni.

Cosa succede a chi viene “beccato”?

Se dai dati incrociati tra INPS e Ministero della Giustizia vengono fuori i nominativi di chi ha commesso suddette mancanze, sono “guai”. Innanzitutto verrà attivata la revoca immediata del Reddito di Cittadinanza. Poi, verranno chiesti indietro tutti i soldi che non sono stati percepiti secondo la Legge. Chi ha rilasciato false dichiarazioni, infine, non solo subirà la pena conseguente, ma non potrà più richiedere il sussidio per 10 anni.