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Economia

Dai camini al pellet aumenta l’inquinamento e crescono le malattie cardiache, respiratorie e ictus

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Secondo uno studio recente le stufe a pellet e i camini aumenterebbero le spese sanitarie a causa dell’inquinamento.

Si tratta di circa l’84% delle spese sanitarie per la cura di malattie cardiache, respiratorie e persino per l’ictus.

Adobe Stock

Lo riporta uno studio che ha analizzato alcuni agenti inquinanti atmosferici presi in esame nel Regno Unito, ma anche in Italia, Polonia e Spagna e altri Paesi europei. I risultati sono incredibili.

Pellet e camini: aumento delle spese sanitarie per inquinamento domestico, uno studio

Il calore rassicurante del camino acceso in una gelida giornata invernale, magari quando fuori nevica, è un sogno che in fanno molte persone. Difficile da realizzare se non si possiede uno spazio dove creare un camino.

L’opzione che più si avvicina è installare una stufa a pellet. Questa, da un lato porta a un risparmio sul combustibile da utilizzare, dall’altro però potrebbe essere costosa a causa dei costi per l’impianto e per l’adeguamento dell’immobile. In realtà, anche installare un camino, in assenza di una predisposizione, sarebbe altrettanto costoso.

Può sembrare incredibile ma pellet e camini sarebbero al centro dell’attenzione anche per un altro motivo.

Secondo una ricerca sarebbe l’utilizzo di questi tipi di riscaldamento a provocare alcune malattie respiratorie e cardiache, acute o croniche. Queste, tra l’altro andrebbero a gravare sulla situazione, già non molto rosea, del Sistema sanitario nazionale (SSN), ma anche sui lavoratori e sulle aziende.

Lo studio realizzato da CE Deft, un’organizzazione specializzata in ricerca e soluzioni innovative ai problemi ambientali, per l’European public health alliance (EPHA) avrebbe preso in esame alcuni inquinanti atmosferici (di preciso 7) presenti nel Regno Unito. Nella ricerca sono state incluse anche altre nazioni, 28 in tutto, incluso l’Italia, la Spagna e la Polonia.

I risultati sarebbero preoccupanti, soprattutto per l’Italia. Infatti, avrebbe rilevato che almeno l’84% delle spese sanitarie italiane sarebbero connesse all’inquinamento da riscaldamento domestico. Un altro dato incredibile è che l’Italia, nonostante sia un Paese non propriamente “gelido”, spende di più per la cura di malattie legate a questa tipologia di inquinamento, rispetto alle altre nazioni europee esaminate.

I risultati in sintesi

Quindi, Italia consumerebbe per pellet e camini più dei Paesi europei notoriamente più freddi. Nello specifico, la spesa dell’Italia soprattutto per legna e pellet è di 4,7 miliardi sui 29 miliardi complessivi della spesa calcolata fra i 28 Stati esaminati. La Polonia, al secondo posto, spende solo 3,3 miliardi, spesa legata soprattutto al carbone.

Riguardo il riscaldamento domestico, nelle case la situazione non migliora anche perché influisce sia il riscaldamento sia la cottura. In questi casi, l’inquinamento deriva dall’utilizzo di combustibili fossili o da biomassa, attraverso stufe non ventilate.

La conclusione della ricerca porterebbe come soluzione l’utilizzo di fonti alternative: pannelli fotovoltaici o pale eoliche. Una soluzione ottimale sia per la nostra salute sia per il nostro pianeta. Senza dimenticare il risparmio economico per un lungo periodo.

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