Pensioni, cambia tutto: ecco perché si dovrà lavorare di più per andare in quiescenza

A seguito delle modifiche apportate alla Legge 213/2023 sarà molto più difficile andare in pensione e soprattutto uscire prima dal lavoro.

Dopo qualche anno in cui le Leggi avevano aperto delle possibilità, dal 2024 in poi i lavoratori dovranno restare più a lungo al lavoro, e anche sul fronte degli importi mensili non arrivano buone notizie.

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Sempre più difficile cumulare i contributi per andare in pensione – InformazioneOggi.it

La manovra 2024 ha introdotto nuove “restrizioni” e di fatto cancellato i passi avanti fatti finora in fatto di uscita anticipata dal lavoro. Anche chi rispetta i requisiti classici non potrà pensare di andare in quiescenza tanto facilmente.

Vuoi andare in pensione nel 2024? Ecco cosa ti aspetta

Il sistema pensionistico italiano sta mostrando tutte le sue criticità, e per i giovani sarà ancora più difficile andare in pensione facilmente col sistema contributivo.

Chi invece si appresta all’età della pensione dovrà rispettare le normative che prevedono il raggiungimento di 67 anni di età e di 20 anni di contributi pieni.

C’è da precisare che per raggiungere i 20 anni di contributi minimi e pieni per la pensione di vecchiaia, sono ritenute valide le contribuzioni a qualsiasi titolo, versate o accreditate in favore dell’assicurato. Paliamo dunque di contributi da lavoro, ma anche da riscatto, figurativi e ovviamente i contributi versati volontariamente.

Oltre ai 67 anni di età e ai 20 di contributi pieni, però, c’è anche un ulteriore requisito da rispettare. Infatti l’importo mensile della pensione non dovrà risultare inferiore all’importo dell’assegno sociale, che almeno per il 2024 è pari a 534,41 euro.

Rimangono invece in essere le condizioni previste per i lavoratori dipendenti che abbiano svolto mansioni rischiose/usuranti (stabilite all’interno del decreto del lavoro del 5/2/2018) che potranno andare in pensione con 30 anni di contributi all’età di 66 anni e 7 mesi. Nessuna novità nemmeno per chi lavora di notte, che per il 2024 potranno andare in pensione a 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Sempre più difficile, dunque, andare in pensione prima, quantomeno per i lavoratori che dal 2024 in poi matureranno i requisiti richiesti. Il problema forse sarà ancora più sentito dai giovani perché a causa delle politiche attuali che consentono e anzi favoriscono il lavoro precario sarà davvero difficile andare in pensione all’età di 67 anni. Probabilmente le nuove generazioni dovranno lavorare 5 o 6 anni in più, e non è detto che riescano ad ottenere assegni mensili congrui.

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