BTP e Buoni fruttiferi postali a confronto: la scelta non è semplice

Buoni postali e BTP sono solo due tra i tanti prodotti finanziari che sono utilizzati come strumenti di investimenti. Quale scegliere?

La crisi economica che ha colpito l’Italia negli ultimi anni ha reso più consapevoli gli italiani che hanno iniziato a investire il proprio denaro mettendolo a sicuro in un portafoglio di investimenti.

Meglio i buoni postali oppure i BTP?
Buoni e BTP a confronto (informazioneoggi.it)

Si tratta di un portafoglio particolare che contiene alcuni strumenti finanziari diversi tra loro. Infatti, per evitare perdite di capitali il consiglio degli esperti, soprattutto per gli investitori alle prime armi, è proprio quello di diversificare il portafoglio.

I Buoni fruttiferi postali e i BTP (Buoni del Tesoro poliennali) sono tra i titoli preferiti dagli italiani. Si tratta di titoli che hanno elementi simili ma sono anche tante le differenze. Scopriamo quale conviene di più.

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Buoni fruttiferi postali e BTP: differenze e similitudini

Tutti conoscono i Buoni fruttiferi postali poiché fanno parte della “vita” degli italiani ormai da molti anni. Si tratta di titoli di risparmio che cercano di soddisfare le diverse esigenze del cliente e che desiderano proteggere i risparmi piuttosto che guadagnare nel tempo.

Anche perché i rendimenti non sono elevati perché i tassi sono molto bassi. I Buoni postali sono emessi da Cassa Depositi e prestiti (CDP) una società controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

La distribuzione dei buoni ai clienti, però, è gestita da Poste Italiane attraverso gli uffici postali. Tuttavia, la sottoscrizione dei buoni postali è possibile anche online tramite App BancoPosta oppure il sito poste.it.

Invece, i BTP sono titoli di debito, ovvero lo Stato li emette per ottenere il denaro dai cittadini che sarà poi destinato per finanziare il debito pubblico.

Entrambi sono garantiti dallo Stato che si impegna a restituire sia il capitale investito (alla pari, ossia al 100%) sia gli interessi maturati nel tempo. Un altro fattore in comune è la tassazione agevolata del 12,50%.

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La differenza tra i Buoni fruttiferi postali e i BTP è nel rendimento, ovvero quanto l’investitore guadagna alla scadenza. Purtroppo i tassi di rendimento dei Buoni postali non sono elevati e quindi alla scadenza il guadagno non è alto. Nonostante ciò, il punto di forza è che non hanno oscillazioni di prezzo perché non sono quotati nei mercati.

Invece, i tassi dei BTP (ma dei titoli di Stato in generale) sono molto più alti perché sono influenzati dalle oscillazioni dei mercati, creano condizioni più o meno favorevoli. Insomma, si tratta di titoli con un rischio più alto che possono portare anche alla perdita di una parte degli interessi maturati.

Per entrambi i titoli, però, il rischio maggiore è il default dello Stato, cioè la possibilità che lo stato non riesca a liquidare il capitale. Comunque si tratta di un rischio per il momento lontano nel tempo.

Scegliere non è semplice perché dipende soprattutto dall’uso che gli investitori vogliono fare dei propri risparmi: conservarli oppure incrementarli con un guadagno extra, seppur piccolo.

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