Pensione anticipata con 35 anni di contributi: quando i contributi figurativi valgono davvero

I contributi figurativi possono aiutare a raggiungere i 35 anni necessari per alcune pensioni anticipate, ma non sempre vengono conteggiati integralmente. Le regole INPS distinguono infatti tra periodi validi e contributi esclusi, con effetti diretti sull’accesso alla pensione anticipata e alle misure di uscita dal lavoro prima dei 67 anni.

Il tema della pensione anticipata, dei 35 anni di contributi e della validità dei contributi figurativi continua a creare dubbi tra lavoratori dipendenti, disoccupati e persone che hanno attraversato periodi di malattia, cassa integrazione o disoccupazione indennizzata.

Pensione anticipata INPS
Pensione anticipata con 35 anni di contributi: quando i contributi figurativi valgono davvero (Informazioneoggi.it)

Molti contribuenti verificano infatti il proprio estratto conto previdenziale presso l’INPS scoprendo che non tutti i periodi coperti da contribuzione figurativa risultano utili per maturare il requisito richiesto dalle diverse formule pensionistiche. La questione assume particolare importanza per chi punta all’uscita anticipata dal lavoro attraverso strumenti previdenziali che richiedono almeno 35 anni di contribuzione effettiva o equiparata. Le regole cambiano a seconda della misura pensionistica considerata e della tipologia di contributi presenti nella posizione assicurativa del lavoratore. In alcuni casi la normativa ammette determinati periodi figurativi, mentre in altri esclude espressamente alcune coperture contributive legate alla disoccupazione o alla malattia.

Capire quali contributi risultano validi diventa quindi fondamentale per evitare errori nella pianificazione pensionistica e per comprendere se il diritto alla pensione anticipata sia realmente vicino oppure ancora distante.

Quando i contributi figurativi valgono per i 35 anni

Per diverse forme di pensione anticipata il requisito dei 35 anni contributivi non coincide con la semplice anzianità contributiva totale presente nell’estratto conto INPS. La normativa distingue infatti tra contributi obbligatori, volontari, da riscatto e figurativi.

Alcuni contributi figurativi risultano validi ai fini del raggiungimento dei 35 anni richiesti per l’accesso alla pensione anticipata, mentre altri non possono essere utilizzati per perfezionare il requisito minimo.

In particolare, la disciplina esclude generalmente i contributi figurativi derivanti da:

  • malattia;
  • disoccupazione indennizzata.

Perché l’esclusione dei contributi figurativi crea problemi

Molti lavoratori ritengono di aver raggiunto il requisito contributivo richiesto sommando tutti i periodi presenti nell’estratto previdenziale. In realtà alcune misure pensionistiche richiedono una contribuzione “utile” calcolata secondo criteri più restrittivi.

Questo significa che un lavoratore con 35 anni complessivi accreditati presso l’INPS potrebbe non possedere ancora il requisito effettivo richiesto per la pensione anticipata se una parte rilevante della contribuzione deriva da periodi di disoccupazione o malattia.

La verifica preventiva della posizione contributiva diventa quindi essenziale prima di presentare domanda di pensione.

Quali contributi restano validi

La normativa continua invece a riconoscere validità ad altre forme di contribuzione figurativa o equiparata utili al perfezionamento dei requisiti previdenziali. Il controllo deve quindi concentrarsi sulla natura dei versamenti presenti nell’estratto conto contributivo e sulla specifica misura pensionistica richiesta dal lavoratore.

L’INPS valuta infatti la contribuzione in base alle regole previste per ciascun canale di pensionamento anticipato.

Il caso pratico dei 35 anni solo “sulla carta”

Un lavoratore può aver accumulato formalmente 35 anni di contributi considerando periodi lavorativi, disoccupazione indennizzata e malattia. Al momento della verifica pensionistica, però, l’INPS potrebbe escludere una parte dei contributi figurativi dal conteggio utile per la pensione anticipata.

In questa situazione il requisito contributivo richiesto non risulta perfezionato e il lavoratore deve continuare a maturare ulteriore contribuzione valida prima di poter accedere alla prestazione previdenziale.