Banca della Voce, IA, Audiolibri e Sla: il legame speciale che unisce tutto questo, dona la tua voce

Forse qualcuno avrà sentito parlare della Banca della Voce, un sistema molto particolare di volontariato che sta prendendo sempre più piede. 

Di solito si dona cibo, abiti o denaro, e anche libri o articoli usati. Oggi tra le tante azioni benefiche che possiamo fare c’è anche la donazione della voce. Ma in cosa consiste questo “regalo”? Di iniziative in essere ce ne sono diverse e indagando un po’ si scopre un modo fatto di solidarietà, senso di appartenenza e consapevolezza civile.

cos'è la banca della voce
Possiamo donare la nostra voce e fare molte azioni di solidarietà – Informazioneoggi.it

La voce umana, infatti, è una ricchezza inestimabile, anche se la diamo per scontata. Alcune persone non possono più usarla mentre altri possono beneficiarne in quanto non vedenti. Le varie organizzazioni stanno promuovendo dunque delle banche vere e proprie, in cui si registrano e conservano le voci umane, il tutto a favore chi chi ha diversi tipi di disabilità.

Come funziona la Banca della Voce e a che cosa serve?

Proprio come possiamo immaginare dal nome, la banca della voce serve a conservare un prezioso, che in questo caso è la voce umana.

L’Italia ha recentemente avviato un progetto in questo senso, che è davvero nobile. Si chiama “Voice for purpose – Diamo voce alla Sla“, ed è stato reso possibile dalla collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma, i Centri Clinici NeMO, Nemo Lab, Translated e Dream On. Insieme. Tutte le persone con varie disabilità potranno usare le voci registrate dai donatori, evitando di dover ricorrere alle voci metalliche dei software.

L’idea è nata da Pino Insegno, attore e doppiatore, dunque certamente esperto nel comparto. Permetterà a tutte le persone che non possono più parlare di scegliere una voce umana dalla banca, ma anche di registrare la propria da usare quando la malattia, ad esempio la SLA, non darà più la possibilità di farlo.

Tutti possono contribuire, basta visitare la piattaforma ufficiale Voice for purpose – Diamo voce alla Sla; i donatori verranno invitati a registrare un breve messaggio, e poi saranno contattati nel momento in cui una persona avrà bisogno della voce.

Un altro progetto altrettanto interessante, invece, arriva da Napoli e più precisamente da una tipografia, la “scugnizzeria”. Anche in questo caso è nata una banca della voce. Un gruppo (che ha il profilo su Instagram e Facebook) dove si può dare il proprio contributo.

In pratica si dona la voce per realizzare audiolibri, che verranno poi destinati ai bambini non vedenti. All’iniziativa hanno già aderito un centinaio di volontari e sono stati realizzati circa 50 audiolibri. Ma c’è sempre bisogno di nuove voci e di tanta generosità e dunque anche in questo caso chiunque può dare il suo piccolo-grande contributo.

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