Donazione e imposta di successione, non sempre deve essere pagata: ci sono delle eccezioni che non tutti conoscono

Cos’è, come funziona e quando si paga l’imposta di successione: alcuni aspetti da sapere per quanto concerne limitazioni e regole

Quando si fa riferimento alle imposte da versare al fisco al momento della presentazione della dichiarazione di successione da parte degli eredi, fra queste vi è anche l’imposta di successione.

Imposta di successione, occhio alle regole e cosa c'è da sapere
Regole e funzionamento dell’imposta di successione -informazioneoggi.it

Se la dichiarazione di successione attiene alla burocrazia, essendo un aspetto obbligatorio per gli eredi quando una persona scomparsa lascia ai superstiti beni immobili, come nel caso di terreni e fabbricati, le imposte invece attengono ai doveri fiscali a cui gli eredi devono rispondere.

Occorre che gli eredi presentino la dichiarazione entro dodici mesi dalla data del d’eccesso, e si tratta di un elemento obbligatorio qualora nel lascio vi sano case e terreni, oppure comunque fabbricati in genere. È un passaggio legato al subentro nella proprietà di tali beni, ma anche al pagamento delle tasse inerenti i lasciti ereditari.

Nel caso in cui il lascito riguardi soltanto denaro in banca, non vi è obbligo di successione, tranne qualora l’ammontare non sia maggiore di centomila euro. La successione costa, tanto in relazione magari ad un tecnico per la compilazione e l’invio, come il notaio, il commercialista e così via, tanto poiché con la dichiarazione occorre versare via F24 le tasse ipotecarie e catastali, in aggiunta ai diritti ed imposte di bollo.

L’imposta di successione invece non la si versa subito.

Imposta di successione: regole, parentela e altri aspetti

Se nella successione vi sono anche immobili, occorre la presentazione della denuncia di successione e il pagamento delle imposte catastali ed ipotecarie, che si commisurano al valore dei beni.

L’imposta ipotecaria è del 2% del valore catastale degli immobili in successione. L’altra, dell’1% di quel valore. Tuttavia, non possono essere minori di 200 euro ciascuna; soglia minima, quindi, da versare.

L’imposta di successione cambia a seconda del grado di parentela tra la persona scomparsa ed ogni erede, a seconda delle franchigie e delle rendite catastali. Inoltre, viene liquidata dall’Entrate, in base alla dichiarazione presentata da parte degli eredi, mentre quella catastale ed ipotecaria vengono pagate in auto-liquidazione.

Sostanzialmente, giunge a casa la comunicazione dell’Entrate tramite la quale si avvisano i soggetti interessati del pagamento a cui dover far fronte.

Si può versare l’imposta di successione anche a rate, con la prima che copre il 20% dell’intera somma, da fare entro 60 giorni dal momento della ricezione della notifica di liquidazione. Ciò che resta in 8 rate trimestrali al massimo, oppure massimo in 12 con importi maggiori di 20mila euro.

Varia, l’imposta di successione, anche in base al tipo di bene legato all’imposta. Coniuge oppure parenti in linea retta devono versare un’imposta del 4%, non però del valore casuale ma della parte eccedente il milione di euro, e va considerato il milione per ogni erede.

Nel caso il lascito riguardi un’azienda oppure ramo d’azienda, non si verserebbe l’imposta qualora gli eredi dimostrino di voler proseguire l’attività e di subentrare quantomeno per 5 anni dopo la morte. Questi, alcuni dettagli sul tema che è opportuno approfondire presso esperti del campo.

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