ISEE corrente: perchè farlo e con quali regole, tutte le informazioni per non commettere errori

ISEE corrente: tutto quello che c’è da sapere su questo documento importantissimo per non perdere bonus e agevolazioni.

A partire dall’1 aprile è possibile chiedere il cosiddetto ISEE corrente. Quest’opportunità è riconosciuta a tutti coloro che al momento della presentazione della DSU hanno una situazione reddituale che non corrisponde agli indicatori ISEE.

Isee corrente: cos'è e a cosa serve?
Isee corrente – InformazioneOggi.it

In sostanza, per poter ottenere l’ISEE corrente è necessario prima di tutto chiedere l’ISEE ordinario. Solo quando il cittadino si sarà reso conto che il documento ordinario fotografa una situazione patrimoniale che non corrisponde alla realtà e che impedisce di accedere a determinati bonus e agevolazioni, egli avrà l’opportunità di chiedere l’ISEE corrente.

Tuttavia, in base a quanto stabilito dalla legge per poter accedere a tale documento è necessario che si verifichi una situazione ben precisa. Approfondiamo la questione.

ISEE corrente: tutto quello che devi sapere

Secondo quanto stabilito dall’articolo 2 del decreto del Ministero del lavoro a partire dal 1 aprile di ogni anno è possibile presentare un nuovo ISEE corrente.

Si può richiedere un ISEE corrente solo dopo la presentazione di un modello Isee ordinario ed è necessario il verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare, quindi di tutti i componenti superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’Isee calcolato ordinariamente.
  • variazione della situazione lavorativa come previsto dal comma 1 dell’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ricordiamo che il valore immobiliare è la somma di tutti i saldi e le giacenze medi al 31 dicembre 2021 per l’ISEE 2023 ed il valore di tutti gli strumenti finanziari di tutti i componenti familiari.

Questo nuovo modello Isee corrente non durerà solo 6 mesi, ma sarà valido dal primo aprile 2023 sino al 31 dicembre dell’anno 2023. Restata confermato l’obbligo di modificarlo e quindi di aggiornarlo entro due mesi dall’evento, prima della scadenza, se durante il periodo di validità ci sono le variazioni:

  • situazione e occupazionale
  • un componente del nucleo ha una nuova occupazione
  • percezione di trattamenti diversi
  • un componente ha iniziato a percepire un’indennità previdenziale, assistenziale o indennitaria non rientrante nel reddito complessivo ai fini IRPEF.

Anche la dichiarazione ISEE corrente è sottoposta al controllo dell’Agenzia delle entrate e dell’INPS.

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