La fruizione delle ferie spettanti è possibile solo se si rispettano alcune regole, che tutelano sia il lavoratore sia il datore.
Le ferie sono un diritto irrinunciabile, garantito dall’art. 36, comma 3, della Costituzione.
Non possono, tuttavia, essere richieste in ogni momento, per non pregiudicare lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Ad esempio, nel periodo natalizio o estivo, sarebbe impensabile che tutti i dipendenti chiedessero di andare in vacanza, perché l’azienda rimarrebbe priva di forza lavoro. Per questo motivo, gli interessati hanno l’obbligo di comunicare con largo anticipo l’intenzione di usufruire delle ferie, per consentire al datore di lavoro di organizzarsi adeguatamente.
Di conseguenza, se le esigenze aziendali lo richiedono, ai dipendenti potrebbe essere chiesto di fare un passo indietro e consumare i giorni i riposo in un periodo differente. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono gli obblighi del lavoratore e del datore.
In base alla normativa vigente, a ciascun lavoratore spettano almeno 4 settimane di ferie all’anno. Nello specifico:
Non sussiste un obbligo di preavviso per la richiesta delle ferie, ma è affidata alla discrezione del datore la valutazione della congruità della comunicazione. Se, infatti, il datore ritiene che l’istanza sia pervenuta troppo tardi, può rifiutarla, per comprovate esigenze legate alla produttività dell’azienda.
Per questo motivo, è sempre consigliabile agire con un certo anticipo.
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La disciplina normativa non prevede una specifica modalità per richiedere le ferie, perché la situazione varia a seconda del contratto di lavoro e dalla prassi aziendale. In alcuni casi, dunque, può bastare anche un semplice accordo verbale, mentre in altri, è opportuna una domanda redatta in forma scritta (ad esempio un’e-mail).
In generale, la richiesta dovrebbe contenere i seguenti elementi:
Abbiamo già anticipato che, in alcuni casi, il datore di lavoro può rifiutare la richiesta del dipendente. Il rifiuto, tuttavia, va sempre motivato, specificando la ragioni organizzative che impediscono al lavoratore la fruizione dei giorni di riposo. Il datore, inoltre, deve indicare un periodo alternativo in cui il dipendente potrà andare in ferie. È necessario, infatti, che vengano consumate le 2 settimane spettanti durante l’anno di riferimento.
Se non viene garantito tale diritto, il datore potrà essere obbligato al risarcimento danni in favore del lavoratore. Le multe per inadempimento vanno dai 100 ai 600 euro, ma possono arrivare, nei casi più gravi, a 4.500 euro.
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