Bonus barriere architettoniche: beneficiari e grandi esclusi dalla misura

Il Bonus barriere architettoniche è stato prorogato fino al 2025. Tre anni in più per approfittare della detrazione al 75%. 

Scopriamo chi sono i destinatati del Bonus barriere architettoniche e chi i grandi esclusi dall’agevolazione.

Bonus barriere architettoniche
InformazioneOggi.it

La Legge di Bilancio 2023 ha dato vita ad una manovra fiscale dalle molteplici funzioni. Compito più oneroso è quello di “salvare” l’Italia dalle conseguenze di due anni e mezzo di pandemia e dalla guerra in Ucraina che non accenna a concludersi. La crisi economica deve essere superata al più presto, l’inflazione dovrà tornare a livelli più bassi così come il costo della vita o la soglia di povertà verrà superata da tante, troppe famiglie. La Legge di Bilancio introduce nuove agevolazioni per tutelare i cittadini in difficoltà, elimina misure considerate dispendiose e poco utili (come il Reddito di Cittadinanza) e conferma vecchi Bonus come quello volto all’eliminazione delle barriere architettoniche. La misura è stata, infatti, prorogata fino al 31 dicembre 2025.

Sono state cambiate, però, le regole per l’approvazione dei lavori. Variazioni che comporteranno l’esclusione dal Bonus dei cittadini che non soddisfano le condizioni di accesso. Scopriamo quali sono per non rischiare di dover uscire interamente la somma spesa.

Bonus barriere architettoniche, le novità 2023

Il Bonus continua a prevedere una detrazione del 75% per le spese volte all’eliminazione delle barriere architettoniche fino al 31 dicembre 2023. I beneficiari sono le persone fisiche, i condomini e le imprese. La detrazione sarà ripartita in cinque rate annuali di pari importo e verrà calcolata su un tetto di spesa fino a

  • 50 mila euro per gli edifici unifamiliari o le unità immobiliari indipendenti situate in edifici plurifamiliari a condizione che siano indipendenti funzionalmente o con uno o più accessi autonomi dall’esterno,
  • 40 mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per edifici composti da due o otto unità immobiliari,
  • 30 mila euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio per edifici composti da più di otto unità immobiliari a partire dalla nona unità immobiliare. Ad esempio su un edificio di quindici unità immobiliari il limite massimo di spesa sarà di 530 mila euro (40 mila per otto più 30 mila per sette).

Le spese agevolabili

Risultano agevolabili nel 2023 gli interventi di automazione degli impianti degli edifici, la sostituzione degli impianti comprese le spese di smaltimento e bonifica, gli interventi quali prescrizioni tecniche volte a garantire l’adattabilità, la visitabilità e l’adattabilità degli edifici (DM 236/1989). Queste le uniche indicazioni sugli interventi agevolabili fornite dalla normativa vigente. Solo con un interpello all’Agenzia delle Entrate (numero 461) si possono ritenere inclusi anche i lavori di ampliamento delle porte e la sostituzione dei sanitari a condizione che semplifichino la vita di una persona con disabilità.

Novità del 2023, invece, è un chiarimento con riferimento all’applicazione del Bonus barriere architettoniche ai condomini. I lavori devono essere deliberati dalla maggioranza dei rappresentati pari ad un terzo del valore millesimale dell’edificio. Questa è, dunque, una maggioranza semplificata tale e quale a quella legata agli interventi del Superbonus (altra misura a cui avere accesso per eliminare le barriere architettoniche senza che sia necessario che nell’edificio siano presenti anziani o invalidi).

Se la maggioranza citata non dovesse essere raggiunta si potrà dire addio alla detrazione del 75% legata al Bonus barriere architettoniche.

Esclusioni dalla misura, ecco i casi

La misura non spetta qualora gli interventi siano stati effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile. Sono esclusi anche i lavori realizzati tramite demolizione e ricostruzione compresi gli interventi con la stessa volumetria dell’edificio preesistente rientranti nell’ambito “ristrutturazione edilizia”.

Il Bonus, poi, non spetta a chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva. Il motivo è che mancherebbe un’imposta lorda sulla quale operare la detrazione.

Sconto in fattura o cessione del credito con il Bonus barriere architettoniche

Chi richiede il Bonus barriere architettoniche può usufruire in alternativa alla detrazione del 75% dello sconto in fattura oppure della cessione del credito. Esercitando le opzioni occorrerà presentare il visto di conformità dei dati riguardanti la documentazione attestante la sussistenza delle condizioni che danno accesso alla prestazione. Il visto viene rilasciato da un professionista abilitato o dal responsabile di un CAF.

In più sarà richiesta la presentazione dell’asseverazione di congruità delle spese sostenute (solo per interventi di edilizia libera di importo superiore a diecimila euro). Anche questa dovrà essere redatta da un tecnico abilitato.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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