Contributi volontari per la pensione, dal calcolo ai versamenti: attenzione alle scadenze!

Accendiamo i riflettori sui contributi volontari per capire come si calcolano e cosa accade se si ritarda il pagamento di un versamento.

I lavoratori possono versare i contributi volontari per incrementare la pensione futura andando a coprire i periodi di vuoto contributivo.

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InformazioneOggi.it

Dipendenti, autonomi, parasubordinati, titolari di assegni di invalidità possono attraverso la contribuzione volontaria andare ad incrementare l’assegno pensionistico coprendo i periodi di inattività lavorativa. Un’inattività che potrebbe essere legata a congedi, aspettativa non retribuita, permessi per allattamento. È sufficiente aver maturato cinque anni di contribuzione (260 settimanali per dipendenti e domestici, 60 mensili per gli autonomi, 465 giornalieri per lavoratori agricoli e 310 per le lavoratrici agricole) e almeno tre anni di contributi negli ultimi cinque prima della domanda per ottenere l’autorizzazione e cominciare a versare la somma definita entro determinate scadenze. La richiesta dovrà essere inoltrata all’INPS telematicamente e in fase di compilazione della domanda sarà necessario indicare la Gestione assicurativa di destinazione.

Si conosceranno – al termine della procedura – i termini ultimi dei versamenti. Per il periodo gennaio marzo la scadenza sarà il 30 giugno, per aprile-giugno il 30 settembre, per luglio-settembre il 31 dicembre e per ottobre-dicembre il 31 marzo. 

Come calcolare l’importo dei contributi volontari

Le regole per calcolare l’importo dei versamenti differiscono in base al soggetto assicurato. Per i dipendenti la somma è settimanale, conteggiata sulla base delle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria e applicando l’aliquota contributiva prevista per ogni anno. La retribuzione minima settimanale su cui procedere con il calcolo corrisponde al 40% dell’importo del trattamento minimo fissato il 1° gennaio di ogni anno (563,73 euro per il 2023). Di conseguenza tenendo conto delle variazioni dell’indice ISTAT, la retribuzione minima settimanale è di 229,452 euro (40% di 563.73 euro). L’aliquota per l’anno 2023 dei lavoratori dipendenti non agricoli è fissata al 33%. Ciò significa, ad esempio, che se il dipendente ha avuto una retribuzione di 20 mila euro nell’ultimo anno, dovrà corrispondere 6.600 euro di contributi volontari (33% di 20 mila) ossia 1.650 euro a trimestre e 126,92 euro settimanali.

Gli autonomi, invece, dovranno tener conto di un importo mensile calcolato sulla media dei redditi da impresa denunciati ai fini IRPEF nei 36 mesi precedenti all’inoltro della richiesta.

Per i coltivatori diretti, infine, l’importo è settimanale e viene conteggiato con riferimento alla media dei redditi degli ultimi tre anni di lavoro.

Cosa accade se si versa in ritardo

Dopo aver capito il metodo di calcolo dell’importo dei contributi volontari approfondiamo le conseguenze per chi paga in ritardo anche di un solo giorno. L’INPS restituirà la somma corrisposta ma non gli interessi e non accrediterà i contributi. Il lavoratore, dunque, rimarrà scoperto. Sembra una punizione ma è quanto stabilisce la normativa. Il cittadino, però, ha la possibilità di chiedere che l’importo versato venga usato per coprire il trimestre successivo. I pagamenti dei contributi volontari, infatti, avvengono trimestralmente. Qualora la somma corrisposta dovesse risultare inferiore a quanto dovuto allora il periodo coperto verrebbe ridotto proporzionalmente all’importo versato. In caso contrario, l’eccedenza verrà restituita e chi versa i contributi volontari.

Ricapitolando, il mancato versamento anche con un solo giorno di ritardo comporta la perdita dell’accredito del trimestre corrisposto. L’importo verrà comunque rimborsato e potrà essere utilizzato a copertura del trimestre successivo. Procediamo con un esempio.

Supponiamo una scadenza del 31 marzo per il periodo ottobre-dicembre. Il versamento viene effettuato il 4 aprile. L’assicurato invece che ottenere il rimborso potrebbe chiedere che la somma venga usata a copertura del trimestre successivo ossia gennaio-marzo. Il periodo ottobre-dicembre rimarrà comunque senza copertura contributiva.

Puntualizzazioni sui contributi volontari

Abbiamo capito come calcolare l’importo dei contributi volontari e l’importanza di non saltare una scadenza, nemmeno di un giorno. Occorre, poi, conoscere altri dettagli per avere una panoramica più completa della contribuzione volontaria. Innanzitutto occorre sapere che nel momento in cui si decide di avanzare richiesta di versamento dei contributi volontari si potrà decidere di versare la contribuzione anche per un periodo antecedente alla domanda, fino a sei mesi. Unica condizione che tale periodo non sia coperto da altra contribuzione.

Chi effettua i contributi volontari, poi, deve sapere che può usufruire delle deduzioni fiscali nel modello 730. La deduzione garantisce un abbattimento del reddito complessivo e poter sfruttare questa opportunità risulta, dunque, molto utile. In più, le deduzioni non valgono solamente per il richiedente ma anche per i familiari a carico. Ricordiamo che coniuge e figli rimangono a carico fino a che non superano un reddito di 2.840,51 euro (4 mila euro se under 14).

Sulle spese che si porteranno in deduzione, dunque, non si pagherà l’IRPEF. I contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito totale, compresi quelle versati nell’interesse dei familiari a carico. Come detto dovranno essere indicati nel modello 730, più precisamente nel rigo “Contributi previdenziali e assistenziali”. Sono inclusi i contributi da riscatto degli anni di laurea, la prosecuzione volontaria e i contributi per la ricongiunzione di periodi assicurativi.

Tempi di decorrenza dell’autorizzazione

Concludiamo con i tempi di decorrenza dell’autorizzazione. Questa viene concessa il primo sabato successivo alla data di inoltro della domanda se lavoratori dipendenti e il primo giorno del mese successivo alla presentazione della richiesta se autonomi.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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