BTP Italia: nuovo collocamento dal 6 marzo con la possibilità di guadagnare 2 volte

Il ministro Giorgetti aveva annunciato che il 2023 avrebbe portato nuovi BTP Italia: ecco che arrivano quelli con scadenza marzo 2028.

È un’occasione da non perdere per tutti gli investitori l’emissione di BTP Italia con scadenza marzo 2028 e con il doppio premio.

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InformazioneOggi

È il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) a comunicare che a partire da lunedì 6 marzo e fino a giovedì 9 marzo si terrà l’emissione di un BTP Italia. Ricordiamo che si tratta di un titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione nazionale pensato soprattutto per il risparmiatore individuale.

BTP Italia: nuovo collocamento a partire dal 6 marzo con la possibilità di guadagnare due volte

Come si legge nel comunicato stampa numero 17 del 6 febbraio 2023, la durata del BTP Italia è 5 anni e prevede, oltre al capitale rimborsato alla scadenza, anche un premio fedeltà pari all’8 per mille. Questo sarà possibile solo per coloro che mantengono il titolo fino al termine della scadenza (14 marzo 2028).

Il funzionamento per il collocamento di questo titolo è abbastanza semplice anche perché ricalcherà le precedenti emissioni e che si svolgerà in due fasi. La prima dal 6 all’8 marzo, ma potrebbe anche concludersi prima, riservata ai risparmiatori individuali, cioè i cosiddetti retail. La seconda fase, invece, è riservata agli investitori istituzionali.

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Per il momento non si conoscono i tassi minimi applicati sulla cedola. L’informazione sarà resa nota il 3 marzo con un comunicato stampa pubblicato dal MEF.

Come sottoscrivere il titolo

Riguardo alla sottoscrizione del titolo, come di consueto, potrà avvenire in banca, presso gli uffici postali oppure utilizzando il proprio home banking se è abilitato alla funzione trading. Il BTP Italia non sarà collocato tramite la classica asta marginale ma attraverso la piattaforma telematica MOT. Le banche “capigruppo” saranno: Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Ulteriori informazioni in merito saranno pubblicate sia sul sito MEF sia sul sito del Dipartimento del Tesoro nella sezione “Debito pubblico”.

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