Covid e malattie neurodegenerative: ci sono le prove, terribile quello che hanno visto gli studiosi

Covid e malattie neurodegenerative è un binomio che preoccupa gli scienziati. Uno studio ha visto danni al cervello dopo 1 anno dall’infezione.

Purtroppo il virus Sars-Cov-2 non smette ancora di stupirci, e non in maniera positiva. Alcuni scienziati hanno visto i danni al cervello su alcuni pazienti.

Covid e malattie neurodegenerative
InformazioneOggi

Al momento il Covid fa un po’ meno paura, e sembra che il virus – nonostante le continue mutazioni – non abbia più la forza che aveva all’inizio. Sono davvero tanti gli studi che hanno permesso di conoscere meglio i meccanismi e i danni/conseguenze dell’infezione, ma ogni giorno spunta qualche novità.

La preoccupazione è quella, ad esempio, che il virus sia in grado di innescare altre malattie gravi, anche a distanza di tempo. Uno scenario del genere è preoccupante, perché in pratica non sappiamo a cosa stiamo andando incontro. Ricordiamo, tra l’altro, che un recente studio ha trovato tracce del virus su alcuni soggetti anche dopo 500 giorni dall’infezione, e anche dopo il decesso.

La scoperta ci fa comprendere che il Covid agisce in maniera diversa rispetto agli altri virus respiratori. Non si limita cioè a “invadere” l’apparato appunto respiratorio ma vaga per l’organismo, creando problemi anche ad altri organi, come fegato, cuore e cervello. Proprio nel cervello di alcuni soggetti gli studiosi hanno trovato qualcosa di scioccante. Ecco i dettagli.

Covid e malattie neurodegenerative: terribile quello che hanno visto gli studiosi

Forse qualcuno ricorderà che durante la pandemia vennero registrati sintomi particolari in chi veniva infettato dal Virus. Non solo problemi respiratori ma, anche dopo la guarigione, sensazioni di “nebbia al cervello”, o stanchezza inspiegabile, e persino perdite di memoria e di concentrazione.

Il fenomeno ha suscitato ovviamente curiosità negli scienziati, che lo hanno studiato a lungo. Una delle ultime ricerche non ci porta propriamente buone notizie. Ma, conoscendo meglio i meccanismi aggressivi del Covid, probabilmente potremo combatterlo meglio.

Ciò che temono gli scienziati è che le tossine generate a causa dell’infezione da Covid possano danneggiare anche il cervello, causando malattie come l’Alzheimer o similari.

Un team di ricercatori ha effettuato uno studio su sette pazienti presso l’Università degli Studi di Milano e condotto in collaborazione con il Centro Aldo Ravelli della Statale, l’Asst Santi Paolo e Carlo e l’Irccs Auxologico. Tramite accurate tomografie, gli scienziati hanno visto – dopo un anno dall’infezione – i danni probabilmente correlati.

Un “ridotto funzionamento delle aree temporali (sede della funzione della memoria), del tronco encefalico (sede di alcuni circuiti che regolano l’attenzione e l’equilibrio) e delle aree prefrontali (che regolano l’energia mentale, la motivazione e, in parte, il comportamento)“.

Addirittura, in un paziente sottoposto ad un ulteriore esame, sono stati trovati accumuli abnormi di amiloide, che come sappiamo è una delle cause dell’Alzheimer.

I risultati dello studio sono pubblicati anche su Journal of Neurology e vanno ad aggiungersi ai tanti fatti in questi tre anni. Il timore è che in futuro possano aumentare considerevolmente le malattie neurodegenerative, innescando così una nuova emergenza sanitaria. La speranza è invece quella di conoscere sempre meglio il comportamento del virus, così da trovare nuove e più efficaci terapie.

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