Insonnia, un problema sempre più diffuso: un nuovo farmaco promette soluzioni più efficaci

L’Insonnia è un disagio per milioni di italiani, infatti secondo le stime il 20% della popolazione ne soffre. Ma arriva una nuova cura.

Oggi chi soffre di questa grave condizione, che mina la qualità della vita, avrà una speranza in più grazie alla Ricerca.

insonnia
InformazioneOggi

Per insonnia, infatti, non intendiamo ovviamente qualche “nottata in bianco”, che può capitare a chiunque. Purtroppo in alcuni casi il disturbo del sonno innesca altre problematiche di salute.

Potremmo pensare, ad esempio, che la mancanza di sonno sia qualcosa di preciso, ovvero quando una persona non riesce proprio a dormire. Invece l’insonnia è un problema che crea disagio anche durante il riposo. Chi dorme male e al mattino non si sveglia riposato e ristorato, e se succede per molto tempo, significa che soffre di questa malattia. Non solo; anche la difficoltà ad addormentarsi, il risveglio troppo presto al mattino o i continui risvegli durante la notte fanno parte dei sintomi dell’insonnia.

Le cause di questa condizione possono essere svariate, e anzi l’insonnia a volte è la conseguenza di altre malattie, fisiche o psichiatriche. A incidere sulla qualità del sonno, poi vi sono davvero tante componenti, come ad esempio l’abuso di alcol e droghe, una cattiva alimentazione o l’assunzione di alcuni tipi di medicine.

Anche diagnosticare un’insonnia non è facile, proprio perché entrano in campo molteplici fattori, condizioni generali di salute e abitudini di vita. Una volta accertata la patologia, spesso i pazienti devono assumere farmaci che hanno qualche controindicazione.

Parliamo soprattutto del gruppo di medicinali definiti “Z”: zolpidem, zopiclone, eszopiclone e altri, come le benzodiazepine, agiscono bene contro l’insonnia, ma possono dare “dipendenza” o cefalee, nausea, eccessiva sonnolenza, cefalea o disturbi gastrointestinali, a seconda del soggetto. La Ricerca ha però individuato un altro modo per risolvere il problema dell’insonnia.

Insonnia, come funziona il nuovo farmaco e cosa promette

Dopo i risultati positivi riscontrati in pazienti oggetto di sperimentazione, a gennaio del 2022 la FDA ha approvato un nuovo farmaco, e ad oggi ha ricevuto anche l’approvazione per l’uso in Europa.

Questo farmaco, a differenza degli altri, va ad agire su un bersaglio diverso, ovvero un altro neurotrasmettitore. I farmaci “Z” stimolano un recettore, il GABA-A, attivato da un neurotrasmettitore. Il GABA ha un’azione diretta sul sistema nervoso centrale e aiuta a prendere sonno.

Il nuovo farmaco, invece, va ad agire sull’orexina, un neurotrasmettitore conosciuto come regolatore sonno-veglia ma con ulteriori funzioni anche sull’appetito e sulla narcolessia, che è il problema opposto all’insonnia.

Addirittura i ricercatori stanno approfondendo altri aspetti dell’orezina, che sembra abbia un ruolo anche nella depressione, nei disturbi di iperattività (Adhd) e in altre patologie mentali.

Oltre a garantire risultati migliori nell‘induzione al sonno, il nuovo farmaco stimola anche le fasi REM e cosa non da poco non incide nelle capacità motorie del soggetto. Non da ultimo, gli scienziati hanno dichiarato che la nuova terapia non può essere utilizzato come sostanza d’abuso, nemmeno ad altissime dosi. Dunque un’ulteriore livello di sicurezza del farmaco, se così possiamo dire.

Gli studi compiuti sui pazienti hanno dimostrato che il nuovo medicinale “riduce il tempo necessario per l’addormentamento e il numero di risvegli durante il sonno, con il vantaggio di non avere effetti residui il giorno dopo”. Infine, per quanto riguarda gli effetti indesiderati, gli esperti hanno riscontrato solamente forme molto lievi di cefalea o nasofaringite.

La speranza è dunque che questo tipo di trattamento offra una soluzione più efficace al problema dell’insonnia, garantendo una migliore qualità della vita a chi ne è colpito.

Impostazioni privacy