BOT, CCT, conti deposito e obbligazioni societarie: le occasioni oggi di investimento

Il 2023 lascia spazio alle occasioni di investimento con opportunità da cogliere non solo nel reddito fisso ma anche sui rendimenti passivi dei conti deposito.

Titoli di Stato ma non solo, si può puntare anche sulle obbligazioni societarie ad alto rendimento.

BOT BTP
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Cominciando dalle obbligazioni quali sono le migliori da preferire in questo contesto economico? Mentre per i Titoli di Stato la curva dei rendimenti è tuttora vulnerabile a ulteriori shock derivanti dalla gestione della crisi del debito, che può emergere quest’anno tra i Paesi dell’eurozona, diversa è la situazione per alcune obbligazioni societarie.

L’avvenimento più interessante in questo senso è la recente offerta da parte di ENI di obbligazioni accessibili anche agli investitori al dettaglio e collegate ai suoi obiettivi di sostenibilità ambientale.

Due obbligazioni societarie italiane con rendimenti eccezionali

Il Cane a sei zampe vuole mantenere una struttura finanziaria equilibrata diversificando le fonti di finanziamento. L’obbligazione ENI permetterà dal 10 febbraio si sottoscrivere un titolo di una società solida e capace di generare utili sia dal segmento petrolifero che dalle energie alternative come l’idrogeno e altri investimenti sulle rinnovabili.

Nel dettaglio, si tratta di un titolo con una vita di 5 anni con un capitale rimborsato interamente alla scadenza, prevista per il 10 febbraio 2028. L’obbligazione ENI verrà emessa per un range di valore complessivo tra uno e due miliardi di euro.

Quanto costa e a chi conviene acquistare l’obbligazione societaria di ENI?

In un contesto di alti rendimenti la convenienza di questa obbligazione che promette un tasso minimo fissato al 4,3% si aggiunge alla sua funzione; il finanziamento e il raggiungimento di due obbiettivi di sostenibilità conseguiti per la data di scadenza dell’emissione.

La riduzione delle emissioni nette di gas serra e l’incremento della capacità installata proveniente dalle rinnovabili, può essere finanziata così con un investimento minimo di 2 mila euro per un lotto di due obbligazioni del valore nominale di mille euro l’una.

In caso di mancato raggiungimento di uno solo dei due target, il tasso di interesse relativo alla cedola pagata alla scadenza del Titolo sarà incrementato dello 0,5%.

Nello stesso contesto un’atra società nel settore dell’energia ha avviato il collocamento di un bond ibrido in due tranche. Si tratta di Enel che ha emesso due obbligazioni perpetue. Come si guadagna? Entrambe hanno l’opzione callable; possono essere richiamate e quindi riacquistate dall’emittente a partire rispettivamente da cinque anni e cinque mesi, e da otto anni e cinque mesi.

Le prime indicazioni di rendimento sono straordinarie con cedole rispettivamente del 7,125% per la prima e del 7,625% per la seconda.

Questi Titoli consentiranno a Enel di rifinanziare le scadenze di alcuni prestiti obbligazionari ibridi in circolazione. In precedenza, la società aveva emesso una simile obbligazione perpetua destinata a investitori istituzionali per un ammontare complessivo di 2,25 miliardi di euro, ricevendo richieste 3,5 volte l’offerta.

Scegliere collocamenti a breve termine: BOT, Titoli di Stato europei e CCT

Se si vuole puntare ancora su collocamenti di brevissimo periodo per evitare di lasciare temporaneamente il capitale, che magari dovrà essere speso, sul conto corrente, si può puntare sui BOT. Il rendimento è intatti superiore a quello dei conti correnti. Il che li rende particolarmente interessanti, anche grazie alla tassazione agevolata al 12,5% sui rendimenti che vale per tutti i Titoli di Stato.

L’ultima asta ha collocato i Bot con scadenza 12 mesi al 14 gennaio 2023 registrando una domanda leggermente in calo per un rapporto di copertura di 1,39. Il rendimento lordo di aggiudicazione è invece aumentato al 3,086%.

Il rendimento reale, depurato dall’inflazione è invece naturalmente negativo.

Le alternative alle obbligazioni per compensare l’inflazione possono arrivare anche dall’UE.

È possibile che una tregua della guerra in Ucraina quest’anno porti minori pressioni sul prezzo dell’energia e quindi sull’inflazione. Consumi e crescita possono essere ancora salvati ma nel frattempo per superare l’inverno con ottimismo sì più puntare sulle emissioni degli Eurobond calendarizzati al primo semestre dell’anno; le emissioni finanzieranno gli obiettivi europei e saranno sostenute dalle garanzie di tutti gli Stati dell’eurozona.

Tra gli altri Titoli di Stato ci sono infine i classici Cct. Se saranno possibili variazioni dei rendimenti nei prossimi mesi, sarà inevitabile non chiedersi se inserire in portafoglio questo tipo di obbligazione.

I CCT hanno una cedola variabile collegata ai tassi di interesse; nel dettaglio seguono in via posticipata l’andamento dell’Euribor più un margine aggiuntivo. Questi convengono a chi preferisce puntare su bassa volatilità, lunghe scadenze e vuole ulteriormente diversificare gli investimenti adeguandoli all’andamento delle politiche monetarie.

Per spuntare un rendimento soddisfacente bisogna puntare su un’operatività che vincola a lungo termine la nostra liquidità. Si può puntare ad esempio sul Cct-Eu Tv Eur6m che offre un interesse netto di 3,66% per una quotazione di 96,8.

Investire con rendimenti sicuri evitando la volatilità del mercato affidandosi ai nuovi interessi sui conti correnti

Per investimenti ancora più sicuri senza volatilità alcuna si può trovare ampia offerta oggi sugli interessi offerti in conti deposito e anche sui conti correnti. C’è davvero da perdersi nell’offerta di interessi sulla liquidità remunerata fino al 5%. Negli ultimi mesi sono diverse le proposte da grandi, medi e piccoli istituti di credito.

Con il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, l’occasione buona per raccogliere liquidità da parte del sistema creditizio. Quali sono i tassi lordi dei conti deposito?

Essi si aggirano in media all’ 1,3% per una durata di un vincolo a 6 mesi, passando al 2% per il primo anno. Arrivano fino al 4 – 4,5% per i vincoli a 60 mesi.

Le offerte più generose sono caratterizzate da vincoli temporali lunghi che convengono comunque a chi non intenda esporsi ai mercati finanziari o abbia intenzione di rinvestire il capitale assicurandosi una crescita minima in occasione di un’inversione di tendenza della politica monetaria e dei mercati.

A chi non convengono? Tra i fattori per cui i conti deposito sono sconsigliabili c’è la maggiore tassazione rispetto ai Titoli di Stato, pari al 26%. Bisogna fare attenzione anche ai contratti che impediscono di svincolare il capitale e verificare sempre la garanzia da parte della banca al Fondo tutela depositi: si pretenda di avere in merito una documentazione specifica.