Che cilindrata ha una MotoGP? Fan a bocca aperta

La MotoGP è la massima espressione di tecnologia del mondo delle due ruote. La top class del Motomondiale rappresenta la sfida più estrema per i piloti, i meccanici e gli ingegneri.

Ogni anno i migliori centauri sul Pianeta si sfidano per conquistare l’agognata corona di campione. Vincere il mondiale di MotoGP consente di entrare nell’Olimpo del Motorsport. Solo due italiani si sono tolti la soddisfazione di salire sul tetto del mondo in oltre venti anni di storia della MotoGP. Valentino Rossi ha conquistato l’ultima edizione della classe 500 e la prima del campionato di MotoGP. Il rider di Tavullia ha vinto su due moto diverse, conquistando i primi mondiali della classe regina in sella alla Honda per poi confermarsi al top con la casa di Iwata.

MotoGP Ducati Desmsedici Honda (ANSA)
MotoGP Ducati Desmsedici Honda (ANSA)

Nel 2022 ha trionfato in sella ad una Ducati Desmosedici da sogno Pecco Bagnaia. Quest’ultimo non ha goduto di un feeling immediato sulla GP22, dopo aver già sfiorato l’impresa l’anno prima sulla GP21. Il torinese ha avuto bisogno di qualche mese per adattarsi al meglio alle caratteristiche tecniche del bolide della casa di Borgo Panigale. Le migliori ideate dall’ing. Luigi Dall’Igna hanno rivoluzionato, nelle ultime stagioni, la MotoGP.

Le moto attuali si sono molto evolute rispetto alle prime MotoGP degli anni 2000. Vi sono state innovazioni aerodinamiche che hanno perfezionato lo stile di guida dei centauri. Negli ultimi anni, con il nascere di alette e appendici varie, non tutti i piloti hanno accolto con entusiasmo le novità. I bolidi sono diventati sempre più rapidi, toccando velocità di punta impensabili. MotoGP sempre più leggere, stabili nei tratti misti e veloci sui rettilinei hanno reso lo spettacolo meno attraente rispetto al passato.

Lo stile di guida di ciascun pilota si è un po’ appiattito. Una omologazione dovuta anche dall’eccessivo uso dell’elettronica. I sorpassi sono diventati, inoltre, sempre più complessi in pista, soprattutto per gli effetti dell’aria sporca. Una volta uscite di traiettoria le MotoGP attuali subiscono un evidente handicap, rendendo la sfida uno show su binari prestabiliti. Per questo motivo sono diventati essenziali le qualifiche. Oggi i rider hanno un estremo bisogno di partire dalle prime file per sperare di lottare per podi e vittorie.

L’imprevedibilità, in ogni caso, non manca. Dopo il dominio targato Honda di Marc Marquez, si sono alternati negli ultimi 3 anni 3 diversi campioni del mondo. Joan Mir su Suzuki ha vinto il titolo nel 2020, mentre la stagione successiva ha trionfato Fabio Quartararo su Yamaha. Nel 2022 ha fatto la differenza, recuperando 91 punti al centauro francese, l’ex allievo dell’Academy di Valentino Rossi. Bagnaia ha beneficiato di uno strapotere tecnico nettissimo rispetto alla concorrenza.

MotoGP, potenza mostruosa

Sarà molto difficile in futuro per le altre squadre riuscire a pareggiare la forza della Rossa. Spesso per Pecco i primi avversari sono diventati gli stessi colleghi su Desmosedici. Oltre alle 7 vittorie dell’alfiere italiano della squadra corse ufficiale, anche altri ducatisti si sono tolti nel 2022 la soddisfazione di vincere ed ottenere podi. Ad eccezione di Marini, fratello minore di Valentino Rossi, e Di Giannantonio, tutti gli altri su una Desmosedici sono riusciti a calcare il podio.

Da 3 anni nei costruttori domina il brand emiliano. La Ducati è diventato il punto di riferimento in pista, grazie anche ad un motore potentissimo. Sui rettilinei Fabio Quartararo sulla M1 non ha potuto reggere il passo della Rossa. Nei tratti misti le agilità delle moto giapponesi hanno reso possibile pareggiare la rapidità della moto italiana, tuttavia il mismatch è stato troppo evidente sul dritto.

La Rossa può fare affidamento su una ciclistica strepitosa. La cilindrata delle attuali MotoGP è di 1.000cc, andando oltre i 250 CV. Il punto di forza della Ducati Desmosedici campione del mondo sono il motore 4 tempi, V4 a 90°, raffreddato a liquido, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa e 4 valvole per cilindro. I ducatisti hanno raggiunto velocità record. Zarco ha superato i 362 km/h, Miller ha raggiunto i 357,6 e Martin i 358,8 km/h. Le caratteristiche della Desmosedici sono le seguenti: Peso a secco: 157kg. Trasmissione: Ducati Seamless Transmission, trasmissione finale a catena. Alimentazione: Iniezione elettronica indiretta, 4 corpi farfallati con iniettori sopra e sotto farfalla. Farfalle controllate da doppio sistema Ride By Wire. Carburante: Shell Racing V-Power. Lubrificante: Shell Advance Ultra 4.

Scarico: Akrapovič. Sospensioni: Forcella rovesciata Öhlins con foderi in carbonio ed ammortizzatore posteriore Öhlins, con regolazione di precarico e freno idraulico in compressione ed estensione. Trasmissione finale: Catena D.I.D. Telaio: Doppio trave in lega di alluminio. Elettronica: Centralina Marelli programmata con Software Unico Dorna. Pneumatici: Michelin, su cerchi anteriore e posteriore Ø17″. Cerchioni: Marchesini in lega di magnesio. Freni: Brembo, doppio disco anteriore in carbonio da 340mm con pinze a quattro pistoncini. Disco posteriore singolo in acciaio con pinza a due pistoncini.