Le iniezioni a mRNA al posto della Chirurgia Plastica per sconfiggere le rughe e non solo

Presto, le iniezioni a mRNA potrebbero servire anche per ringiovanire. Ecco cosa stanno sperimentando gli studiosi.

L’innovativa tecnologia usata per combattere il Covid e i principali tumori, nonché l’Alzheimer, presto potrebbe diventare la nuova terapia antirughe.

iniezioni a mRNA
InformazioneOggi

Anche se abbiamo conosciuto i vaccini a mRNA solo ultimamente, in realtà gli scienziati lavorano a questa tecnologia da oltre 20 anni.

Purtroppo non mancano le incognite perché non sempre queste terapie funzionano come dovrebbero, o come sperato. Oppure non si hanno ancora studi sugli effetti a lungo termine, e dunque nessuna certezza. Va da sé che come per tutte le cure e farmaci ideati finora, anche per l’mRNA la strada sarà costellata di errori, miglioramenti e cambi di rotta.

Però gli studi vanno avanti e i ricercatori pensano che una volta migliorati i “difetti”, potremmo beneficiare della tecnologia a mRNA per fare qualsiasi cosa. Infatti, come si evince dallo studio effettuato inerente ai “cerotti antirughe a mRNA”, ci sono alcuni aspetti da considerare.

In un estratto dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Biomedical Engineering, e condotto dagli scienziati dello Shenzhen Bay Laboratory, della Peking University Shenzhen Graduate School e dell’Università del Texas, troviamo quanto segue.

Le attuali modalità di consegna dell’mRNA si concentrano sull’uso di vettori di nanoparticelle lipidiche (LNP) per l’incapsulamento e il trasporto. Tuttavia, gli LNP pongono diverse sfide importanti, tra cui la citotossicità, la scarsa biodistribuzione, la mancanza di specificità del bersaglio e l’immunogenicità.

Ma allora, com’è possibile che sia in corso l’ideazione di un “cerotto antirughe”? Ecco una sintesi dell’esperimento condotto dai sopra citati ricercatori.

Le iniezioni a mRNA al posto della Chirurgia Plastica: ecco come sconfiggeremo le rughe

Per capire a cosa hanno studiato i ricercatori, partiamo da un sunto: le rughe si formano per mancanza di Collagene, la cui produzione diminuisce per svariati motivi. In primis, l’avanzare dell’età, ma anche lo stress e l’esposizione prolungata ai raggi UV del sole. Il concetto è semplice: per contrastare le rughe potremmo usare L’RNA messaggero per istruire le cellule dell’organismo a produrre collagene.

Gli studiosi hanno fatto un esperimento con dei topolini da laboratorio, ed ecco com’è andata. 12 topolini sono stati divisi in tre gruppi: esposti ai raggi UV e poi trattati con cure standard e con mRNA e non esposti ai raggi UV e poi trattati con le medesime modalità.

Dopo 28 giorni gli scienziati hanno notato un miglioramento nei topolini trattati con mRNA, ma l’effetto è “svanito” dopo circa 2 mesi. Al posto delle tecniche attuali, l’idea è quella di usare un “cerotto” che garantirebbe risultati migliori.

I limiti delle attuali tecnologie e gli obiettivi dei ricercatori

Infatti uno degli esperti ha dichiarato quanto segue. “L’mRNA viene attualmente confezionato all’interno di vettori chiamati nanoparticelle lipidiche, che possono innescare una risposta immunitaria iperattiva, con il rischio che si verifichino infiammazioni o anafilassi. Le vescicole extracellulari, invece, non inducono tali problematiche, perché si verificano naturalmente nell’organismo. Le possibili applicazioni di questa tecnologia sono sconfinate“.

Dunque, presto potremmo avere una tecnologia a mRNA migliorata, in grado di evitare quegli effetti collaterali pro-infiammatori che sembrano innescarsi anche nei vaccini anti-covid, come sostiene una nota oncologa.

La volontà degli scienziati che stanno cercando una terapia estetica è anche quella di usare il ritrovato per sconfiggere le malattie. Infatti, se i “limiti” delle attuali terapie a mRNA venissero sconfitti, potremmo ottenere cure a base di “vescicole extracellulari, che potrebbero oltrepassare la barriera emato-encefalica, che impedisce agli agenti patogeni e a molti farmaci di raggiungere il cervello“.

Per cui – afferma Betty Kim che è a capo del progetto – “il nostro lavoro potrebbe aprire la strada allo sviluppo di terapie per il trattamento del tumore al cervello“.

Chissà se, dopo aver sconfitto i difetti fisici e le malattie che affliggono la nostra società, potremo anche diventare più belli, grazie al ri-editing genetico. Non resta che stare a guardare, fiduciosi.