Fisco e contribuenti: 3 date chiave delle definizioni agevolate 2023, il calendario e le scadenze

Con l’arrivo del 2023, per i contribuenti novità in fatto di calendario fiscale. Oltre ai vari adempimenti già in programma, con l’entrata in vigore dell’ultima legge di Bilancio (Legge n. 197/2022) trovano spazio diverse novità. Facciamo il punto sulle definizioni agevolate.

Nel quadro di quell’articolato provvedimento che prende il nome di legge di Bilancio anche il calendario delle scadenze fiscali 2023, con l’indicazione di tutti gli adempimenti fiscali di rilievo per il contribuente.

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Informazione Oggi

Dopo il periodo più difficile della pandemia e con le restrizioni finalmente alle spalle, ecco che i rapporti tra cittadini e Fisco ritornano ad essere quelli abituali e, attraverso le nuove norme di cui alla manovra, certamente l’anno appena iniziato si presenta denso di date da ricordare.

Pensiamo alle definizioni agevolate, in particolare. Infatti tra le non poche scadenze previste, vi sono quelle rivolte a chi intenderà aderire ad una delle definizioni agevolate. Nell’ambito delle cartelle di pagamento e ciò che ne consegue per il contribuente, la definizione agevolata consiste in una misura che per l’estinzione dei debiti legati ai carichi affidati agli agenti della Riscossione (AdR), inclusi gli avvisi esecutivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, senza dover versare sanzioni ed interessi di mora.

Di seguito il punto della situazione sul calendario fiscale 2023, focalizzandoci proprio sulle definizioni agevolate: che cosa c’è da ricordare a riguardo? Scopriamolo insieme.

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Legge di Bilancio 2023 e definizioni agevolate: perché è importante la data del 31 marzo

Come accennato in apertura, il calendario fiscale 2023 è fitto di date e di appuntamenti clou. Anzi quest’anno sono valevoli vari tipi di definizioni agevolate per il contribuente. Pensiamo in particolare ad una data come il 31 marzo prossimo, perché entro quel giorno scadranno i versamenti per le sanatorie fiscali che seguono:

Ravvedimento speciale

Il contribuente deve sapere che entro il prossimo 31 marzo va eseguito il pagamento delle somme dovute al fine di regolarizzare le dichiarazioni collegate al periodo d’imposta 2021 e anteriori. In particolare, la scadenza cui si fa riferimento attiene al versamento di tutto l’importo o della prima delle rate trimestrali di identico ammontare. In quest’ultima ipotesi, le altre rate in scadenza quest’anno scadranno il 30 settembre e il 20 dicembre.

Ricordiamo altresì che il ravvedimento speciale consiste di fatto in una deroga all’ordinaria disciplina del ravvedimento operoso che comporta, al fine di sanare l’irregolarità fiscale emersa, la possibilità di pagare l’imposta, gli interessi e le sanzioni, con queste ultime però ridotte a 1/18 del minimo edittale che si può irrogare.

Irregolarità formali

Entro il 31 marzo di quest’anno il contribuente interessato deve versare la prima rata (corrispondente a 100 euro) per ciascuna regolarizzazione. La seconda rata, di identico ammontare importo, scadrà invece lo stesso giorno, ma dell’anno successivo.

Regolarizzazione versamenti

Sempre il 31 marzo prossimo avrà scadenza il termine per il pagamento della sola o della prima rata trimestrale per effettuare la regolarizzazione dell’omesso o carente versamento di alcune somme legate ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate. E ci riferiamo in particolare:

  • alle rate, posteriori alla prima, relative alle somme dovute dopo l’accertamento con adesione o di acquiescenza agli avvisi di accertamento, degli avvisi di rettifica e liquidazione, ma anche a seguito di reclamo o mediazione;
  • alle somme, anche rateali, legate alle conciliazioni giudiziali.

Anche in questa ipotesi, le altre rate del 2023 avranno scadenza il 30 settembre e il 20 dicembre di quest’anno.

Legge di Bilancio 2023 e definizioni agevolate: perché è importante la data del 30 giugno

Un diversa altra data molto importante e relativa alle definizioni agevolate da marcare sul calendario è il 30 giugno 2023: si tratta dell’ultimo giorno utile per pagare l’unica o prima rata per definire le liti tributarie pendenti, ovvero riferite a controversie con il Fisco che non si sono ancora concluse in modo definitivo.

Non dimentichiamo che il versamento rateale è ammesso soltanto se l’ammontare dovuto oltrepassa i mille euro. In dette circostanze, il contribuente interessato può scegliere di pagare in 20 rate trimestrali che, per l’anno in corso, cadono il 30 giugno, il 30 settembre e il 20 dicembre.

Sul piano della definizione agevolata delle controversie tributarie con l’Agenzia delle Entrate – su atti impositivi pendenti in ogni stato e grado del giudizio, incluso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio – dette liti possono essere definite con il versamento di una somma pari al valore della controversia. Così indica l’Amministrazione finanziaria nel proprio sito web.

Legge di Bilancio 2023 e definizioni agevolate: perché è importante la data del 31 luglio

Infine, sul punto delle definizioni agevolate, assume rilievo la data del 31 luglio 2023. Facciamo infatti riferimento al termine di versamento della sola o prima rata della rottamazione dei ruoli, vale a dire quella possibilità, concessa dallo Stato ai contribuenti di poter domandare – ed ottenere – la definizione agevolata dei debiti tributari, risparmiando su sanzioni e interessi.

Ma attenzione perché il contribuente, per fruire di ciò, dovrà fare istanza ad hoc entro il 30 aprile di quest’anno. Invece, se si opta per il versamento rateale (massimo 18 rate), le prime due scadono rispettivamente il 31 luglio e il 30 novembre di quest’anno.