Incremento al milione, come cambia nel 2023: sorprese per i beneficiari

L’incremento al milione è la maggiorazione sociale prevista per i pensionati che percepiscono la pensione minima. Nel 2023 ci saranno delle novità.

Pensionati e invalidi civili possono contare sull’incremento al milione, misura attiva dal 2002 con il Governo Berlusconi.

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InformazioneOggi.it

In Italia le pensioni hanno importi bassi per tante persone. Il problema è piuttosto rilevante soprattutto in un quadro complesso come quello in cui stiamo vivendo. Con un assegno di 600 euro come si può fronteggiare l’inflazione crescente e l’aumento eccessivo del costo della vita? E pensare che ci sarebbero cittadini che dovrebbero percepire cifre ancora più basse se non fosse proprio per l’incremento al milione. Parliamo di una maggiorazione sociale introdotta da Silvio Berlusconi nel 2002 dedicata a due categorie di pensionati. In primis agli over 70 percettori della pensione minima e poi ai soggetti che risultano titolari di trattamenti assistenziali. Parliamo degli invalidi civili totali (percentuale del 100% riconosciuta da una commissione INPS), dei ciechi assoluti e dei sordi titolari di una pensione di inabilità. Ci sono, però, delle condizioni da rispettare per accedere alla maggiorazione sociale.

Incremento al milione per invalidi, importo e requisiti

Nel 2023 gli importi dell’incremento al milione sono di 136,44 euro al mese per i titolari di assegno di inabilità con età compresa tra 18 e 60 anni. Agli invalidi civili totali, invece, spettano 386,27 euro al mese così come ai ciechi e sordi. Ai titolari di assegno sociale 196,91 euro e ai titolari di pensione sociale 285,42 euro. 

Condizione necessaria per ottenere la maggiorazione in quanto invalido (o titolare di pensione minima) è avere un reddito personale annuo inferiore a 9.102,34 euro. Tale limite sale a 15.644,85 euro se il pensionato è coniugato. Più alto sarà il reddito minore sarà la maggiorazione.

Notiamo, dunque, un aumento di 500 euro del reddito personale rispetto al 2022 e di 900 euro per il reddito coniugale. Concorre al conteggio del reddito la pensione stessa mentre sono esclusi i trattamenti di famiglia, la casa di abitazione e le pertinenze, la pensione di guerra, l’indennità di accompagnamento, i redditi tassati alla fonte e i redditi soggetti a tassazione separata.

Aumenti per i titolari di pensione minima

Nel 2023 i titolari di pensione minima con più di 70 anni potranno contare su un importo della maggiorazione sociale di 136,44 euro per tredici mensilità. Occorre sapere, però, che il requisito dei 70 anni può essere ridotto con riferimento alla contribuzione. Nello specifico la riduzione sarà di un anno con almeno due anni e 6 mesi di contributi, di due anni con sette anni e sei mesi di contributi, di tre anni con 12 anni e 6 mesi di contributi, di quattro anni con 17 anni e sei mesi di contributi, di cinque anni con oltre 17 anni e sei mesi di contributi.