Invalidità: assurdo, ecco cosa succede se la raccomandata per la revisione arriva in ritardo

In alcuni casi, se la raccomandata per la visita di revisione viene consegnata in ritardo, l’invalidità può essere sospesa.

Sono abbastanza frequenti le ipotesi di ricezione della raccomandata dopo la data di convocazione per la revisione dell’invalidità. In molti casi, purtroppo, l’INPS procede alla sospensione del beneficio.

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Per risolvere tale inconveniente, l’utente deve imparare a difendersi. La mancata presentazione a visita, infatti, non può essere imputata all’assistito, ma è colpa dell’INPS (che ha inviato la convocazione tardivamente) oppure delle Poste (che non hanno consegnato la lettera in tempo).

Le conseguenze negative, però, si ripercuotono sul destinatario, al quale viene prima sospesa la prestazione e, poi, revocata.

Vediamo, quindi, quali sono i mezzi a disposizione dell’utente per proteggersi.

Non perdere il seguente approfondimento: “Pensione di invalidità sospesa: si può riottenere in questo modo“.

Invalidità a rischio per ritardo nella consegna della raccomandata

Sono innumerevoli, purtroppo, gli esempi di utenti a cui è stata sospesa l’invalidità a causa della ricezione tardiva della lettera di convocazione a visita.

È emblematico il caso di un utente pugliese, che non sapeva neanche della comunicazione per la revisione dell’invalidità. Aveva, infatti, ricevuto la raccomandata solo dopo la sospensione della prestazione, ben 20 giorni dopo la data stabilita per la visita medica.

Il cittadino, così, si è rivolto ai sindacati, che hanno cercato di ricostruire l’accaduto per capire di chi fosse la colpa del ritardo e provare che il destinatario fosse all’oscuro di tutto.

Nello specifico, la lettera di convocazione era datata 10 novembre e conteneva la comunicazione per la visita di revisione dell’invalidità programmata per il 6 dicembre. La raccomandata, però, non è arrivata con circa un mese di anticipo, come da regola. Poste Italiane, infatti, ha elaborato la richiesta solo il 1° dicembre, presso il centro operativo di Fiumicino. Il 2 dicembre, poi, la lettera è stata prima consegnata al centro di smistamento di Bari e, successivamente, a quello di Casarano, il giorno 4 dicembre. La missiva, tuttavia, il 6 dicembre, è tornata in lavorazione a Bari.

Nel giorno previsto per la visita, dunque, il destinatario non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione. Solo il 29 dicembre, alla fine, la raccomandata è stata consegnata al pensionato. In pratica ben un mese e mezzo dopo essere stata scritta e 23 giorni dopo la data stabilita per la revisione.

Le conseguenze del ritardo

A causa della mancata ricezione della raccomandata di convocazione a visita medica, l’assistito è risultato inadempiente e l’INPS ha avviato l’iter per la sospensione dell’invalidità. La normativa, infatti, prevede che, nel caso di assenza senza giustificato motivo, la prestazione è revocata.

Il pensionato, dunque, ha chiesto aiuto ad un sindacato, per ottenere la revoca della sospensione ed una nuova convocazione a visita. Il sindacato, inoltre, ha chiesto all’INPS anche di “avvisare pensionate e pensionati con un congruo anticipo e, prima di sospendere o, peggio, revocare una prestazione, di assicurarsi che l’utente abbia ricevuto la comunicazione”.

Nel caso appena analizzato, purtroppo, è difficile capire di chi sia la colpa del ritardo ed, inoltre, è anche irrilevante. Sia l’INPS sia Poste Italiane, infatti, hanno commesso degli errori.

Quel che è certo è che il meccanismo delle convocazioni a revisione dovrebbe essere aggiornato. È vero che, adesso, l’INPS permette di allegare la certificazione sanitaria e di adempiere alla revisione a distanza; ma per coloro che optano per la visita di persona, la comunicazione della convocazione deve essere garantita con largo anticipo.

Le conseguenze della mancata presentazione a visita di revisione, infatti, sono pesantissime, perché la revoca dell’invalidità è definitiva. Per riattivare la prestazione, quindi, si dovrà presentare una nuova domanda e dimostrare di possedere i requisiti sanitari e socio- economici richiesti.

Per ulteriori informazioni, consulta il seguente articolo: “Invalidità a rischio se assente alla visita medica: attenzione alle regole INPS per non perdere i benefici“.

Come si può evitare la sospensione dell’invalidità?

Per evitare la revoca dell’invalidità è possibile seguire alcuni accorgimenti. Recentemente, l’INPS, tramite il Messaggio n. 926 del 2022, ha comunicato che i cittadini riceveranno la raccomandata 4 mesi prima della data della visita di revisione. In questo modo si avrà anche tempo per allegare la documentazione sanitaria per richiedere la visita a distanza.

È attivo, inoltre, un servizio di chiamata. In cosa consiste? Se l’INPS conosce il recapito telefonico dell’interessato, la comunicazione avverrà anche tramite una chiamata (oppure un SMS), con la quale sarà indicata la data, l’ora e il luogo dello svolgimento della visita medica. L’utente può aggiungere il proprio numero di telefono all’interno del proprio profilo, utilizzando il servizio MyINPS.

In ogni caso, nel periodo antecedente la data delle revisione è consigliabile chiamare l’Ente di previdenza ed ottenere tutte le informazioni necessarie.