Putin con le spalle al muro e con il dito sulla nucleare, ecco cosa rischia il mondo!

Nuovo anno solite apprensioni. Gli ucraini sarebbero pronti a un nuovo contrassalto a discapito dell’esercito invasore. Ma se Putin dovesse definitivamente perdere il Donbass, quali potrebbero essere le conseguenze?

L’autocrate difficilmente accetterebbe un’uscita di scena con la coda tra le gambe e con ogni sorta di tribunale pronto a giudicarlo per i vergognosi reati commessi dai suoi uomini in terra ucraina. Allora cosa si rischia? Qualcuno paventa un terzo conflitto mondiale.

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InformazioneOggi

Venti di guerra aleggerebbero sul nostro continente e nel mondo. Del resto, come più volte ricordato da papa Bergoglio, il pianeta brulica di fuoco e fiamme. Ma da quasi un anno un conflitto scoppiato nel cuore dell’Europa tiene col fiato sospeso chiunque da nord a sud, da est a ovest.

A seguito dell’attacco ucraino a Makiivka, dove hanno perso la vita reclute russe riparate in un edificio dell’area, l’Ucraina sarebbe in procinto di lanciare un nuovo attacco, con la speranza di fiaccare definitivamente occupazione e spirito dell’invasore.

Ma se Putin dovesse definitivamente perdere il Donbass, quali potrebbero essere le conseguenze? Il timore lascia immaginare un Putin giocarsi il tutto per tutto con arsenale nucleare e guerra mondiale.

L’ultima carta dell’invasore, il rischiatutto di Putin

Il mondo starebbe precipitando inesorabilmente verso il terzo conflitto mondiale. Un capitombolo che ha avuto inizio quasi 365 giorni fa, era il 24 febbraio. Una sorta di effetto Domino, dove ogni giorno che passa rappresenta una tessera e dove l’inevitabile conclusione potrebbe essere l’escalation bellica a livello mondiale. Ad aver dato il via al tutto, ovviamente, sono state le dita di Putin.

A seguito dell’attacco delle forze di Zelensky a Makiivka, dove hanno perso la vita 89 reclute russe riparate in un edificio dell’area occupata nei mesi precedenti, l’Ucraina sarebbe in procinto di lanciare un nuovo attacco, con la speranza di fiaccare definitivamente occupazione e spirito dell’invasore.

In seguito a quest’episodio, il rappresentante del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Kirby ha espresso come l’Ucraina sia stata aggredita e occupata illegittimamente e abbia pertanto tutto e il sacrosanto diritto di difendere e di tutelare il suo territorio sovrano.

Ha anche chiarito come i militari del Cremlino su suolo ucraino rappresentino un target legittimo per le forze belliche di Kiev.

In queste ore concitate da Kiev si starebbe per dare ordine a un’altra controffensiva da parte dell’Ucraina, con la speranza di fiaccare definitivamente occupazione e spirito dell’invasore. Un altro palese indicatore di quanto sia un frangente davvero critico per le forze dell’autocrate Putin.

Ma se dovessi ritrovarsi alle strette, il primo demiurgo di questo conflitto potrebbe realmente affidarsi all’uso della sua totale potenza bellica? Se Putin dovesse muoversi in questa direzione, l’esito sarebbe scontato: conflitto mondiale e, con ogni probabilità, atomico.

Il Terzo Conflitto Planetario, l’incubo diviene realtà?

Gli addetti ai lavoro sembrerebbero non avere dubbi: una volta che gli ucraini avranno ricevuto il nuovo pacchetto di armi, con tanto di razzi Patriot, saranno definitivamente pronti a dare inizio alla nuova controffensiva nel Donbass. Kiev ha tutta l’intenzione di chiudere la partita.

Quanto accaduto alle reclute russe nel territorio occupato di Makiivka ha rivelato a tutti quanto a oggi l’esercito russo invasore sia vulnerabile, sebbene Vladimir Putin in questi giorni abbia voluto palesare nuovamente i muscoli attivando i vettori ipersonici del suo arsenale, che, tra l’altro, sarebbero in grado di trasportare testate atomiche.

L’autocrate del Cremlino, di fronte alla sconfitta, messo spalle a muro e con il timore dell’inesorabile giudizio di tribunali militari e dello scontato crollo della sua immagine e credibilità, potrebbe giocarsi il tutto per tutto: arsenale tattico nucleare.

Gli ucraini, dopo aver dovuto subire una tremenda invasione e una orribile occupazione, a seguito di devastazioni e atroci sofferenze, è in procinto di mettere a punto e trionfare nella moderna Reconquista. Del resto non vi è pace nel compromesso, ma solo di fronte alla definitiva ritirata dei russi.

Parimenti, va detto, la Russia di Putin sembrerebbe ancora essere certa che Kiev col tempo possa crollare.

Allo stato di cose attuale, quindi, un cessate il fuoco non può che dirsi chimerico. Il nuovo anno allora non scaccerà via i fantasmi del vecchio: mentre il mondo procede per la sua strada, in Ucraina è dura venir fuori dal pantano.

Per ogni giorno trascorso, una tessera, per ogni tessera che vien giù, una conclusione più vicina. Con il tempo scopriremo quale.