Benzina e diesel più cari, ma qualcuno si era già preparato a proporre le alternative al petrolio

L’Europa è una delle aree in cui l’evoluzione nel mercato energetico è più rapida. L’accordo di Parigi coinvolgendo le nazioni ha influito sulle società private.

Le prime a essere coinvolte nel cambiamento delle politiche industriali sono quindi quelle società maggiormente responsabili dell’emissioni inquinanti: tra queste Eni.

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Informazioneoggi

L’Italia si prepara a un 2023 intenso e ricco di insidie: tra tassi di interesse, crisi del debito e pressioni dovute al rincaro dell’energia; tra queste i carburanti. La nostra nazione tra le più fragili dell’eurozona è osservata con criticità negli ambienti europei e non solo.

Eni per questo accelera lungo l’asse della transizione energetica; dopo la nascita della branca della mobilità sostenibile, la società italiana di idrocarburi annuncia ufficialmente Eni sustainable mobility.

Si tratta di una nuova società dedicata alla gestione degli asset come Enjoy che gestisce la rete di car sharing. Oltre a questo, le bioraffinerie di Venezia e di Gela; si tratta a tutti gli effetti di una realtà nell’energia che ha integrato tutta la catena del valore. Eni per questo potrà spostare la sua attività progressivamente verso servizi e prodotti a basso o nullo impatto ambientale.

Diversificazione dal petrolio: come Eni e l’Italia si sono preparate ai carburanti alternativi

Oggi il tema della diversificazione dell’energia è più sentito che mai, considerando le incertezze internazionali Eni si trova all’avanguardia nel processo di preparazione a un futuro di scarsità di petrolio e derivati.

La Russia è uno dei principali fornitori di petrolio dell’Italia. Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico italiano, nel 2020 la Russia per il nostro Paese ha rappresentato il 14,3% delle importazioni di petrolio subito dopo la Norvegia al 19,2% e l’Algeria al 18,5%.

La maggior parte del petrolio importato viene utilizzato per produrre carburanti per veicoli, oltre a una vasta gamma di altri prodotti chimici, come la plastica e gli oli lubrificanti.

Anche in Italia si produce petrolio; tuttavia, la produzione è molto limitata e copre solo una piccola parte del fabbisogno nazionale. Nel 2020, l’Italia ha prodotto circa 1,3 milioni di tonnellate di petrolio, principalmente nella regione del Basso Adriatico e in Sardegna.

Mentre il Governo Meloni fa già i conti con il deficit fiscale del Paese il debito pubblico italiano resta uno dei più alti d’Europa, maggiore del 145 per cento del Pil. Per questi motivi l’esecutivo è costretto a ripensare gli sconti sulle accise di Benzina e diesel che diventano più cari di 18 centesimi al litro.

Chi dipende dal carburante derivante dal petrolio avrà un 2023 in salita

Si riduce lo sconto per gli automobilisti e il 2023 inizia male per chi dipende dal carburante e dagli spostamenti auto sia direttamente sia indirettamente in base al proprio business.

Per questo le società che fanno del petrolio il principale giro d’affari rimane sotto la lente di opinione pubblica e investitori. Eni per accelerare lungo la tabella di marcia mette in conto la gamma di possibili scenari nel 2023, mettendo al centro del suo piano carburanti come il biometano e le attività della bio raffinazione.

Se è vero che le preoccupazioni legate alle minori forniture di gas per quest’inverno si sono attenuate, sono ancora evidenti i rischi sul petrolio; soprattutto nel caso in cui l’economia cinese dovesse riiniziare a competere in termini di consumi.

Eni sustainable mobility svilupperà prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità, sia in Italia che all’estero. Questi sono basati su tecnologie innovative e che andranno a costituire un’offerta unica e priva degli effetti delle emissioni nocive nell’ambito della mobilità.

Una società multi servizi nel campo dell’energia in cui confluiscono direttamente anche il settore della raffinazione con nuovi progetti e prossime aperture a Livorno e in Malesia.

Eni in Europa ha una rete di oltre 5 mila punti vendita comprensiva di tutti i vettori energetici, tra cui l’idrogeno e l’elettrico. A questi si affiancano anche le innovazioni costituite dai carburanti di natura biologica come l’Hvo un insieme di idrogeno e olii vegetali.