Pensione di reversibilità: a chi spetta e qual è l’importo che paga l’INPS

Quali sono i familiari a cui spetta la pensione di reversibilità e qual è la percentuale da assegnare ad ognuno di loro?
Analizziamo cosa prevede la normativa e rispondiamo anche ad un quesito di un nostro Lettore.
Pensione reversibilità
InformazioneOggi
Un nostro Lettore ci sottopone il seguente caso: “Buonasera Avvocato, sono separato ed ho un figlio con una disabilità accertata del 50% e legge 104 art. 1 comma 1. Vorrei chiederle quanto segue: in caso di un mio decesso mio figlio ha diritto alla pensione di reversibilità? E se sì in che percentuale? La mia ex moglie ha diritto alla pensione di reversibilità e della mia futura liquidazione e in che percentuale? Spero di essere stato chiaro nella esposizione del quesito. Grazie dell’attenzione.”

Vediamo cosa si intende per pensione di reversibilità e come viene calcolato l’importo che spetta al coniuge, all’ex coniuge dopo la separazione o divorzio ed ai figli che eventualmente sono a carico. Scopriamo insomma tutto ciò che c’è da sapere su questo argomento.

Che cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione ai superstiti è un trattamento pensionistico che viene riconosciuto in caso di decesso del pensionato (pensione di reversibilità) o dell’assicurato (pensione indiretta) in favore dei familiari superstiti.

Le due prestazioni spettano:

  • al coniuge oppure al partner dell’unione civile nella misura del 60% di quanto maturato;
  • ai figli che sono a carico in proporzione al loro numero.

Per figli a carico si intendono:

  • coloro che hanno meno di 18 anni;
  • fino al 21° anno di età se frequentano la scuola media superiore e non hanno un reddito personale;
  • fino al 26° anno di età se sono iscritti all’università e non hanno reddito;
  • a prescindere dall’età se sono inabili al lavoro.

Per il coniuge o per il partner dell’unione civile nonché per i figli inabili la prestazione spetta per tutta la loro vita mentre per gli altri figli la prestazione ha natura temporanea.

Anche il coniuge divorziato o separato ha diritto alla pensione di reversibilità?

Il coniuge divorziato ha diritto di percepire la pensione di reversibilità se percepisce dall’ex coniuge deceduto un assegno divorzile corrisposto con cadenza periodica.

Se invece non percepisce l’assegno divorzile, la moglie divorziata non ha diritto alla pensione di reversibilità.

Inoltre è necessario che la moglie divorziata non si sia sposata nuovamente con un’altra persona e che il rapporto assicurativo dell’ex coniuge defunto sia iniziato prima del giorno in cui è stata pronunciata la sentenza che ha statuito la cessazione di ogni effetto civile del matrimonio.

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato, in quanto quest’ultimo viene considerato a tutti gli effetti un coniuge.

Tuttavia in caso di addebito di separazione, la pensione di reversibilità spetta al coniuge separato solo nel caso in cui il Tribunale abbia riconosciuto a quest’ultimo l’assegno alimentare.

L’ammontare della pensione di reversibilità viene calcolata, tenendo conto della durata del matrimonio e del periodo di erogazione della pensione dal coniuge deceduto.

Come si calcola la pensione di reversibilità?

Si ha diritto alla pensione di reversibilità se il soggetto, al momento del decesso percepiva una pensione diretta avendo 15 anni di contributi accreditati in tutta la vita lavorativa di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio.

La pensione di reversibilità si calcola nel seguente modo:

  • al coniuge va il 60% della pensione;
  • al figlio unico, minore, studente o inabile va il 70%;
  • 80% al coniuge con un figlio ovvero due figli senza coniuge;
  • 100%, coniuge e due o più figli ovvero tre o più figli;
  • a genitori o fratelli e sorelle va il 15%.

La pensione di reversibilità viene pagata a partire dal 1° giorno del mese successivo al decesso del lavoratore o del pensionato.

La risposta al Lettore

Per venire al caso in questione, il nostro Lettore vuole sapere se in caso di suo decesso il figlio che presenta una disabilità accertata del 50% e la ex moglie hanno diritto alla pensione di reversibilità e in che percentuale.

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato nella misura del 60% perché quest’ultimo viene considerato a tutti gli effetti un coniuge.

In caso però di addebito di separazione, la pensione di reversibilità spetta al coniuge separato solo nel caso in cui il Tribunale abbia riconosciuto a quest’ultimo l’assegno alimentare.

Per quanto riguarda il figlio, al momento del suo decesso, per percepire la pensione nella misura del 20% dovrà essere ancora a carico ossia:

  • avere meno di 18 anni;
  • avere meno di 21 anni senza un reddito personale;
  • avere meno di 26 anni essendo iscritti all’università e non avere reddito;
  • a prescindere dall’età essere inabili al lavoro (in questo caso la pensione di reversibilità spetta per tutta la vita).