Mascherine e Vaccini per il 2023: le Linee Guida del Ministero della Salute per le Regioni

Mascherine e Vaccini ancora per la stagione 2022-2023: è ciò che si evince dalle indicazioni del Ministero della Salute inviate a tutte le Regioni. 

La pandemia è ufficialmente finita, per fortuna, ma il Governo e il Ministero della Salute preferiscono non abbassare la guardia.

Mascherine e Vaccini
InformazioneOggi

In fondo, il virus Sars-Cov-2 continua a mutare e le nuove varianti destano preoccupazione. Questa particolare stagione invernale, poi, è costellata di problemi di salute pubblica, a causa dell’influenza.

Non sorprende, dunque, che tutti gli attori coinvolti nella tutela del benessere dei cittadini siano chiamati ad adottare misure di prevenzione, monitoraggio e lotta al virus. Per comprendere meglio che cosa potrebbe succedere, riportiamo alcuni stralci del documento ufficiale inviato dal Ministero della Salute alle Regioni. Nonché naturalmente alle realtà implicate nella gestione del Covid.

Mascherine e Vaccini per il 2023: le Linee Guida del Ministero della Salute per le Regioni

La popolazione sa bene che il virus e le sue mutazioni circolano ancora. Ma anche che grazie alle immunità vaccinali e naturali, il Covid non è più temibile come prima. Ciò non toglie che potrebbero arrivare nuovi pericoli.

Ecco dunque come si sviluppa il documento inviato dal Ministero della Salute e cosa dovremo aspettarci per questa stagione invernale. Nella parte iniziale, infatti, vi è scritto quanto segue.

La Commissione Europea, nella Comunicazione del 26 aprile 2022, raccomanda la transizione da una gestione di tipo emergenziale ad una gestione sostenibile. Con la fine dell’emergenza sanitaria nazionale definita dal DL 24 marzo 2022, n. 242, per garantire la continuità nella gestione degli approvvigionamenti e nella campagna vaccinale, è stata istituita l’Unità per il completamento della campagna vaccinale (U.c.c.v.) e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia“.

Vaccinazioni, richiami e nuovi vaccini

In linea di massima, dunque, i principi sono i medesimi che ci hanno accompagnati fino ad oggi. La priorità è quella di proteggere le categorie più fragili e gli anziani. Ciò tramite la vaccinazione con i booster, e con l’uso di mascherine nei luoghi più a rischio, come gli ospedali.

La campagna di vaccinazione, però, va verso un’ulteriore “spinta” anche nei confronti di chi non ha completato il primo ciclo e di chi non ha effettuato nessuna iniezione.

Sempre riguardo ai vaccini, il Ministero raccomanda di organizzare le strutture preposte per poter combinare vaccinazioni anti-covid e anti-influenza. Inoltre, tra le indicazioni, troviamo anche l’invito a: “lo sviluppo di programmi di vaccinazione con vaccini adattati, identificando gruppi di popolazione prioritari ed assicurando che ci sia una disponibilità sufficiente di dosi; il monitoraggio dell’efficacia e la sicurezza dei vaccini adattati una volta iniziata la diffusione su larga scala“.

Infine, anche una raccomandazione per implementare le strategie comunicative al fine di promuovere le dosi di richiamo e anche i nuovi vaccini adattati e proteici.

Osservazione e monitoraggio

In contemporanea, verranno effettuate una serie di osservazioni sull’andamento epidemiologico, sull’impatto delle varianti e sulla presenza di altre malattie respiratorie contemporaneamente al Covid.

Spicca, tra le varie modalità di osservazione, quella “speciale” dedicata alla sorveglianza genomica ambientale. In pratica, da quando è comparso il Covid, un’unità speciale analizza le acque reflue di 165 impianti in cerca di RNA virale. Trovandolo lì, si comprende meglio come circola il virus e/o le sue varianti, anche senza effettuare analisi sui campioni umani.

Non solo Mascherine e Vaccini: le misure per eventuali emergenze

Nel documento nulla è dato per scontato, soprattutto l’evolvere della situazione sanitaria. Al momento, l’uso delle mascherine è obbligatorio in alcune strutture. L’autoisolamento e l’uso di protezioni individuali hanno contribuito a non diffondere il virus.

Se però le condizioni dovessero peggiorare, non sono escluse altre misure temporanee, come il ritorno allo smart working oppure la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti.

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