Pensioni 2023: stop agli ‘scaloni’, alle Quote sperimentali e altre novità per una riforma solidale e sostenibile

La riforma delle pensioni è un argomento che da alcuni anni preoccupa il governo anche perché sembra che non si concretizzi mai.

Ormai è noto che la riforma delle pensioni non avverrà nel 2023 così come aveva sperato il governo Draghi dopo l’ulteriore rinvio a inizio anno causato dalla guerra tra Russia e Ucraina.

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InformazioneOggi

L’attuale ministro del Lavoro, Marina Calderone, durante l’audizione del 13 dicembre 2022 presso la Commissione sanità e lavoro del Senato, ha spiegato che la riforma sarà rimandata.

Nel corso del 2023, però, dovrebbero individuate le varie misure secondo le indicazioni nate dal confronto del ministero con le parti sociale. Anzi, la prima riunione è fissata per il 19 gennaio 2023. L’obiettivo è creare delle linee guida per poi costruire un pacchetto di misure strutturali da attivare ne 2024. Non sarà un percorso facile e lineare perché i sindacati non hanno gradito alcuni interventi inseriti nella legge di Bilancio.

Pensioni 2023: stop agli ‘scaloni’, alle Quote sperimentali e altre novità per una riforma solidale e sostenibile

Secondo la ministra Calderone sarà una riforma solidale e sostenibile. Ci saranno vari stop: agli ‘scaloni’ e alle Quote sperimentali. Il sistema pensionistico sarà più flessibile con un ricambio generazionale più funzionale.

Tante le novità contenute nella bozza della legge finanziaria che dovrà essere approvata entro la fine di dicembre 2022 per poi entrare in vigore il primo gennaio.

Anticipiamo che le misure pensionistiche che saranno attivate nel 2023 saranno provvisorie e non strutturali. Infatti, come detto in precedenza, la vera riforma pensioni partirà nel 2024; almeno è quello che sperano sia il governo che i sindacati.

Un tavolo di confronto tra governo, sindacati e associazioni datoriali è già pronto per metà gennaio 2023. La riforma ha principalmente lo scopo di mandare in soffitta le varie misure sperimentali e di transizione come Quota 100 e Quota 102. Infatti, bisognerà trovare misure previdenziali più sostenibili e flessibili con la vita personale dei lavoratori. Soprattutto bisogna evitare che torni in vigore la legge Fornero, ovvero pensione a 67 anni di età più 20 anni di contributi (oppure con 42 anni e 10 mesi di contributi). per questo nel 2023 si potrà andare in pensione con Quota 103.

Inoltre, oramai è noto che le misure di anticipo pensionistico Ape Sociale e Opzione donna sono state prorogate anche per il 2023. In realtà, questa ultima dovrebbe subire alcune modifiche: ma il dibattito è ancora aperto.

Previdenza integrativa e TFR

Con la nuova riforma pensioni ci dovrebbe essere un rilancio anche della previdenza integrativa che dovrà essere maggiormente affiancata a quella obbligatoria. Quindi, potrebbe essere ideata una campagna di adesione ai fondi pensione e, come si legge sul quotidiano Il Sole 24 Ore “nuovo anno zero per la destinazione del TFR dei lavoratori dipendenti alle forme complementari”.

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