Lavoro usurante: alla pensione anticipata si accede solo in questo modo poco conosciuto

Il nostro ordinamento prevede una legislazione di tutela per chi svolge un lavoro usurante, anche in relazione al regime del pensionamento.

In particolare, per tali categorie di lavoratori è stabilita la facoltà di accedere alla pensione anticipata.

lavoro usurante
InformazioneOggi.it

Per gli addetti ai lavori gravosi, inoltre, la Legge di Bilancio 2017 ha eliminato le cd. finestre mobili di 12 mesi, per i lavoratori dipendenti, e di 18 mesi, per i lavoratori autonomi. Ha anche sospeso, fino al 2026, l’adeguamento alle speranze di vita.

Vediamo, dunque, qual è il regime legislativo specifico per coloro che svolgono un lavoro usurante oppure particolarmente gravoso e faticoso.

Non perdere il seguente articolo sul tema: “Pensione addetti a lavori usuranti: senza questa documentazione di rischia di perderla“.

Cosa serve per la pensione anticipata lavoro usurante?

Un nostro gentile Lettore ha inviato il seguente quesito:

Salve, ho 60 anni e 10 mesi. Attualmente, possiedono 36 anni di contributi, più uno da riscatto di un anno da militare. Ho lavorato presso una pasticceria e, dunque, svolgevo lavoro notturno ed usurante. Dal 2004, sto versando i contributi volontari e risulto disoccupato. Se possibile, vorrei sapere se posso andare in pensione a breve. Grazie mille”.

Innanzitutto, per poter accedere alle misure pensionistiche riservate agli addetti ai lavori usuranti, c’è bisogno di una specifica certificazione. Il documento, infatti, serve ad accertare lo svolgimento di attività lavorativa particolarmente faticosa e gravosa.

Tale certificazione, dunque, permette di usufruire del pensionamento di anzianità con le “quote, al quale si accede con requisiti ridotti.

Ovviamente, è necessario che si svolga uno dei mestieri usuranti elencato nella Tabella A allegata ad Decreto Legislativo n. 67/2011.

Inoltre, la normativa prescrive che il periodo di compimento del lavoro usurante deve essere di almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività, oppure di almeno metà dell’intera carriera lavorativa.

Come e quando si presenta richiesta per la certificazione?

La domanda di certificazione e pensione per lavoro usurante va inoltrata all’INPS. A tal fine, bisogna usufruire dei servizi telematici offerti dall’Ente previdenziale, consultabili tramite il portale web ufficiale www.inps.it.

La richiesta, inoltre, deve pervenite non oltre il 1° maggio dell’anno antecedente a quello di maturazione dei presupposti necessari.

Se, quindi, il lavoratore raggiunge i requisiti nel corso del 2023, la domanda di certificazione deve essere inoltrata entro il 1° maggio 2022. Qualora, invece, il richiedente proceda tardivamente, la decorrenza dell’assegno pensionistico è rimandata:

  • per un ritardo minore o pari ad 1 mese, di 1 mese;
  • nel caso di ritardo maggiore di 1 mese ma minore di 3 mesi, di 2 mesi;
  • per un ritardo uguale o superiore a 3 mesi, di 3 mesi.

Leggi anche il seguente articolo: “La pensione per i lavoratori precoci: le mansioni gravose per accedere a Quota 41“.

Le Quote per la pensione da lavoro usurante

Possono presentare richiesta per il riconoscimento dello svolgimento di lavoro usurante e particolarmente faticose anche i lavoratori dipendenti del settore privato, che maturano il diritto al pensionamento attraverso il cumulo dei contributi versati in una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (ART-COM-CD/CM).

Nello specifico:

  • i lavoratori impegnati in mansioni usuranti, gli addetti alla cd. “linea catena”, i conducenti di veicoli destinati a servizio pubblico di trasporto collettivo e i lavoratori notturni: possono andare in pensione, se dipendenti, con “Quota 97,6”, ossia 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contribuzione. Se autonomi, invece, è richiesta la “Quota 98,6”, con 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi;
  • gli addetti alle mansioni notturne per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 e da 72 a 77 all’anno: possono accedere al pensionamento, se dipendenti, con “Quota 99,6”, ossia 63 anni e 7 mesi di età, oppure “Quota 98,6”, con 62 anni e 7 mesi. Se autonomi, invece, possono smettere di lavorare con “Quota 100,6”, a 64 anni e 7 mesi di età oppure con “Quota 99,6”, a 63 anni e 7 mesi.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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