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Troppo Sodio e poco Potassio si rischia la Demenza cerebrale, bisogna cambiare abitudini

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L’assunzione di troppo Sodio e poco Potassio potrebbero essere la causa di un declino cognitivo precoce, ecco cosa rivela un recente studio.

La correlazione tra la nostra alimentazione, i benefici o meno di alcune sostanze e l’insorgere di malattie è già nota al mondo scientifico. Una recente ricerca ha aggiunto un ulteriore tassello.

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Secondo alcuni esperti, infatti, un’alimentazione ricca di Sodio e al contempo povera di Potassio potrebbe accelerare i processi di declino cognitivo, e dunque portare all’insorgere di malattie degenerative come l’Alzheimer.

Ma come mai sono stati presi in esame questi due elementi? Secondo i ricercatori è già assodato il fatto che assumere nella dieta troppo Sodio possa causare disturbi a livello di salute cerebrale. Mentre al contrario un’alimentazione con abbondante Potassio aiuta a scongiurare malattie del cervello. Ecco cosa è emerso da un recente studio, pubblicato su Science Direct.

Troppo Sodio e poco Potassio, ecco come si arriva alla demenza cerebrale

Da tempo la Scienza conosce l’importanza del Sodio e del Potassio per il corretto funzionamento dell’organismo. Entrambe le sostanze devono essere assunte in livelli specifici. Esse influiscono anche sulla pressione sanguigna e sul volume dei fluidi, e dunque agiscono direttamente sulla salute cardiovascolare.

Infatti sappiamo tutti che consumare troppo sodio porta all’ipertensione e aumenta il rischio di insorgenza di problemi cardiaci anche gravi. Ma non è tutto: nello studio pubblicato su Science Direct la nutrizionista che ha contribuito alla sua stesura afferma quanto segue.

Il sodio e il potassio sono minerali vitali che agiscono come particelle cariche per trasportare la corrente elettrica attraverso le cellule. Questa corrente elettrica è essenziale per la stimolazione nervosa, la contrazione muscolare e la regolarità dei fluidi.

Infatti, se manca il Potassio avvertiamo mancanza di energia, affaticamento, dolori/crampi muscolari e appunto irregolarità della pressione sanguigna.

Cosa hanno scoperto gli studiosi

Per confermare le teorie di cui sopra, il team di esperti ha analizzato 4.000 soggetti, tutti di età pari o superiore a 50 anni. Osservando la dieta e in particolare l’assunzione di Sodio e Potassio per 3 giorni.

Per comprendere la salute cognitiva dei partecipanti, li hanno sottoposti a dei test a risposta diretta che permettevano di calcolare lo stato di benessere della memoria e del ragionamento mentale.

In conclusione, i ricercatori hanno notato che una maggiore assunzione di potassio era associata a un impatto positivo sulla funzione cognitiva. Ma una maggiore assunzione di sodio è stata associata a effetti negativi sulla funzione cognitiva, incluso il deterioramento della memoria.”

Naturalmente, come affermano gli autori dello studio, la ricerca è stata molto breve e serviranno ulteriori approfondimenti. Sappiamo che sia il Sodio che il Potassio devono essere presenti nella dieta e le quantità regolate in base alla singola situazione clinica. Questa scoperta, però, ha dato ulteriori conferme del fatto che un apporto bilanciato di alcune sostanze cambi di fatto in meglio la salute delle persone.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi) 

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